Per 7 italiani su 10 i costi per partire in vacanza sono aumentati e per il 31% le ferie durano meno che in passato. Eppure il 68% degli intervistati prevede di partire almeno una volta nei prossimi mesi, soprattutto verso mete nazionali (59%) o l’Europa (24%).
È quanto emerge dalla nuova indagine realizzata da Udicon in collaborazione con l’Istituto Piepoli. L’aumento dei prezzi di viaggio e degli alloggi, uniti al contesto internazionale incerto, si traducono in vacanze più costose e più brevi.
A pesare sulle scelte dei vacanzieri è quasi sempre il portafoglio: tra chi ha ridotto i giorni, il 45% indica come causa principale la minore disponibilità economica familiare, il 21% l’aumento dei costi di viaggio e il 13% i rincari degli alloggi. Per contenere le spese il 31% sceglie alloggi meno costosi, il 27% opta per mete più vicine, il 23% taglia su ristoranti e attività, il 19% viaggia in bassa stagione e il 18% riduce i giorni di permanenza. Se fossero obbligati a scegliere, il 29% degli intervistati preferirebbe una vacanza più breve mantenendo gli stessi standard di comfort, mentre il 28% sarebbe disposto a rinunciare ad alcune comodità per allungare la propria vacanza.
Il contesto internazionale, tra guerre e prezzi del carburante, influenza le scelte di vacanza del 62% degli italiani. E le prenotazioni lo dimostrano: il 12% — circa 6,1 milioni di persone — dichiara di aver cancellato viaggi programmati per questa estate a causa delle tensioni geopolitiche. Una simile percentuale (11%) si è vista invece cancellare il volo. La conseguenza è un ridimensionamento del trasporto aereo: più della metà del campione non volerà ma viaggerà in automobile (51%) o in treno (18%).
Stefania Losito