Divorato dalle fiamme in poche ore: il teatro Sannazaro di Napoli, dove erano di casa Eleonora Duse e Eduardo de Filippo, è andato completamente bruciato nella notte tra lunedì e martedì. Ci sono volute oltre sei ore per spegnere l’incendio, che al momento è ritenuto colposo dalla procura partenopea che indaga per capire come sia scoppiato: le cause, ha precisato il sindaco Gaetano Manfredi, potrebbero essere accidentali. Le fiamme hanno raggiunto anche edifici adiacenti: 60 persone evacuate, otto intossicati e due pompieri leggermente feriti. I danni si aggirano sui 70 milioni. “Vi prometto che il Sannazaro tornerà a splendere”, ha detto subito il ministro della Cultura Giuli. Per la ricostruzione si stanno muovendo artisti come Marisa Laurito, Alessandro Gassmann e Lina Sastri. ‘Non ci “abbandonate” è l’appello dei proprietari Lara Sansone, attrice, e Salvatore Vanorio, il marito, le cui lacrime sono state fotografate dai reporter in giro per documentare la tragedia.
Insieme al dolore per quanto accaduto, tanti si sono dichiarati pronti ad impegnarsi per contribuire alla ricostruzione del Sannazaro e a salvare la sua programmazione. In prima fila lo scrittore Maurizio De Giovanni che “in rappresentanza della fondazione Premio Napoli, e anche a titolo personale”, si è detto “disponibile da subito a qualsiasi iniziativa utile all’immediato ripristino del teatro”. “Chiamiamo a raccolta tutti, istituzioni, mondo della cultura e dello spettacolo, per una serie di rappresentazioni da fare negli altri teatri della città il cui ricavato vada integralmente
devoluto a questa finalità”. Un appello “rivolto a tutto il mondo della cultura: attori, registi, musicisti e produttori. Chiediamo adesioni esplicite”.
Secondo Marisa Laurito “la parola d’ordine è una sola per tutti: ricostruzione immediata, non perdete tempo, perché
nell’immediatezza arriva la solidarietà a parole, sui social, ma non vorrei che poi le cose come spesso abbiamo visto accadere in questo paese rallentassero. Voglio e parlo a nome di tanti artisti e lavoratori dello spettacolo, una presa di posizione chiara delle istituzioni e degli enti preposti”.
L’attore e regista pugliese Sergio Rubini, che ha girato su quel palco anche il suo film “I fratelli de Filippo”, ha osservato che “quando va a fuoco un teatro e sempre una perdita dolorosa, una ferita al tessuto e la storia culturale di una città e non solo, trattandosi di una città con la storia teatrale di Napoli. Una ferita che un pugliese come me sente in modo particolare, ricordando la tragedia del Petruzzelli di Bari (bruciato dolosamente nel 1991 e ricostruito nel 2009, ndr). Spero come quello anche il Sannazaro venga presto ricostruito, ma comunque c’è un passato, un qualcosa che si sente come perduto per sempre”.
Dalla Puglia interviene anche il sovrintendente della Fondazione Petruzzelli, Nazzareno Carusi, che ha voluto lanciare una proposta: dedicare una piccola parte dei ricavi del Festival di Sanremo alla ricostruzione del Teatro Sannazaro. L’appello è rivolto al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e al sottosegretario Gianmarco Mazzi. “Profondamente colpito dall’incendio” del Sannazaro”, si legge in una nota della Fondazione. “L’incendio del Teatro Sannazaro – afferma Carusi – è una tragedia. Mi rivolgo perciò al ministro Giuli e al Sottosegretario Mazzi, che sanno cosa il Sannazaro rappresenti nella cultura napoletana e perciò italiana e mondiale. Sono il sovrintendente d’un Teatro che ha attraversato la stessa tragedia e non mi fa velo, nel dolore acutissimo per l’accaduto, l’amicizia di una vita con Lara Sansone e Sasà Vanorio, che di quel gioiello sono la regina e il direttore”. “Ho perciò una proposta – prosegue – che vorrei voi esaminaste. È questa. Stante l’importanza di Napoli e della sua immensa cultura nella storia della canzone italiana, e appressandosi a giorni il Festival di Sanremo, perché non dedicarne pochi minuti della trasmissione in diretta a un gesto corale di solidarietà casomai anche concreta, destinando una piccola parte dei ricavi alla sua ricostruzione? Pensateci. Io vi abbraccio, comunque grato”.
Stefania Losito
