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PhEST – Festival internazionale di fotografia e arte. Radio Norba è la radio ufficiale

Cosa succede quando l’infanzia globale finisce sotto l’obiettivo, un errore si trasforma in opera d’arte o la videoarte si avventura nei corridoi d’ombra di un purgatorio burocratico? PhEST – festival internazionale di fotografia e arte torna a Monopoli dal 7 agosto al 1° novembre, e lo fa svelando gli ultimi, attesi tasselli che vanno a completare il mosaico dell’undicesima edizione. Costruito attorno alla domanda provocatoria What if?, il festival trasforma la città pugliese in un laboratorio di visioni sul presente e sul futuro, invitando a guardare la realtà da una prospettiva diversa e a immaginare cosa potrebbe accadere, intrecciando fotografia, arte contemporanea, cinema, memoria e ricerca.

A completare un panorama espositivo di assoluto rilievo si aggiungono nuove mostre e progetti che alzano ulteriormente l’asticella della ricerca visiva. Tra queste spicca Classroom Portraits (2004–2015) di Julian Germain, un’imponente indagine tipologica sull’ambiente scolastico e sull’infanzia nel XXI secolo. Attraverso oltre 450 ritratti di grande formato scattati in aule di più di venti Paesi, Germain documenta la scuola come matrice di ricordi collettivi, esperienza formativa universale e specchio delle dinamiche sociali e politiche del nostro tempo.

Lo sguardo sui nuovi linguaggi della fotografia si consolida con la mostra The Portfolio Parade, curata da Erik Kessels e realizzata in collaborazione con Fujifilm Italia. Presentata per la prima volta al MIA Photo Fair 2026, l’installazione rompe gli schemi espositivi tradizionali presentando i lavori di 56 artisti emergenti stampati su carta ad alta definizione FUJICOLOR Crystal Archive DPII Lustre. Kessels sarà inoltre tra i protagonisti più attesi del weekend inaugurale (7-8-9 agosto) con la sua imprevedibile e attesissima visual talk L’ecologia del quotidiano e con una visita guidata alla mostra da lui curata. A completare le attività di Fujifilm, un wall interattivo dove i visitatori potranno lasciare il segno del loro passaggio con un pensiero, e un’immagine stampata su instax, legati al tema dell’edizione What if.

Spazio poi all’enigma con il progetto di videoarte Northern Swell firmato dall’autore anonimo Noway Recordings: un’opera dalla precisione chirurgica che, tra architetture asettiche e rimandi alla geometria ipnotica di Kubrick, evoca un’anticamera dell’aldilà popolata da figure che hanno smarrito la propria memoria.

Si confermano straordinari anche i numeri della PhEST Pop-Up Open Call che, in partnership con UniBa – Università degli Studi di Bari Aldo Moro, LensCulture, PhMuseum, Fujifilm Italia, ha superato le 1.200 candidature da oltre 100 Paesi. L’edizione 2026 ha segnato il debutto della sezione cortometraggi sostenuto da UniBa, premiando come vincitore assoluto As It Should Be del regista di Hong Kong Edwin Lai, un ritratto intimo e delicato sulle relazioni familiari e l’identità. Assegnate inoltre le menzioni speciali a Drømmehus (Dream House), riflessione sul restauro e la memoria dei luoghi, dei cineasti danesi Mads Toft Hansen e Alma-Oline Weitling, e a The Biography of a Software dell’artista greco George Drivas, opera realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale e che indaga il rapporto tra l’uomo e le sue creature tecnologiche.

Novità di questa edizione è anche la partnership con le Grotte di Castellana che rinnova e rafforza il legame tra arte, cultura e meravigliose risorse naturali. Per tutta la durata del festival, i due poli culturali offriranno un’agevolazione reciproca ai rispettivi visitatori: presentando alla biglietteria delle Grotte di Castellana un biglietto di PhEST acquistato durante il periodo della manifestazione, si potrà accedere al percorso ipogeo alla tariffa ridotta speciale. Allo stesso modo, chi visiterà le Grotte durante le date del festival beneficerà di uno sconto dedicato per l’ingresso alle mostre di PhEST.

Queste importanti novità vanno a integrarsi in un percorso espositivo già ricco e articolato. Dai rari scatti di scena di Horst von Harbou sul set di Metropolis, capolavoro di Fritz Lang del 1927, all’omaggio per il centenario della nascita di Vivian Maier con la mostra Shadows and Mirrors (in collaborazione con diChroma Photography), incentrata sul tema dell’autoritratto; da Joan Fontcuberta che in What Darwin Missed gioca con i confini tra natura e artificio, fino alla discesa nell’inconscio di Roger Ballen con due mostre, in dialogo tra loro: Outland e Inferno, presentata in anteprima italiana in collaborazione con Postcart Edizioni.

E ancora, i conflitti e le paure del nostro tempo riletti attraverso il bunker antiatomico rosa confetto di Juno Calypso (What To Do With a Million Years), la violenza mediatica rielaborata da Harri Pälviranta (Choreography of Violence), che rielabora scatti di cronaca del Novecento; i campi militari per bambini di Marek Kita (FunFun/Gun, in collaborazione con PhMuseum); le conseguenze dei test nucleari in Rajasthan in When Buddha Stopped Smiling di Chinky Shukla; le protesi organiche di Chloé Azzopardi (Non-Technological Devices); e la finzione speculativa sul collasso ambientale di Sara Munari (ArkOne). Completa la ricerca storica un progetto dedicato al celebre caso delle foto delle fate di Cottingley scattate nel 1917 da Frances Griffiths ed Elsie Wright.

In linea con il profondo legame tra PhEST e il territorio pugliese, l’edizione 2026 ospita la residenza d’artista di Sara Angelucci nella Riserva Naturale di Torre Guaceto (in collaborazione con Fondazione Sylva, Centro Velico e Agricola Guaceto, con il sostegno del Canada Council for the Arts), dedicata alla flora locale attraverso scansioni notturne ad altissima definizione, e la restituzione della residenza di arte contemporanea di Giuseppe De Mattia, Pelo e contropelo, che trasforma i pettegolezzi e le voci di piazza di Monopoli in balloon fumettistici affissi sui muri della città.

Completano i vincitori della Pop-Up Call fotografica con Francesco Conti (Sopravvivono alle spiagge) che usa le coste pugliesi come punto di partenza per una riflessione sul Mediterraneo; i rullini usa e getta dai fronti di guerra ucraini raccolti da Sergey Melnitchenko (Frontline Rolls) e il lavoro di Victorine Alisse sul villaggio palestinese di Wadi Fukin (We Will Stay Here as Long as There Will Be Thyme and Olives); e la menzione speciale diNina Pacherová con We Won’t Tell Daddy!.

A dare il via ufficiale sarà l’intenso weekend inaugurale dal 7 al 9 agosto.

Venerdì 7 agosto si parte alle 19:30 in Largo Palmieri con la cerimonia d’apertura alla presenza delle istituzioni, seguita dall’apertura delle mostre al Monastero di San Leonardo con vino offerto da Tormaresca, dal live di Giorgia Angiuli e dal DJ set di Alberto River. Sabato 8 e domenica 9 agosto il centro storico si animerà con visite guidate insieme agli artisti e ai curatori (tra cui Sara Angelucci, Hannah Watson, Nina Pacherovà, Harri Pälviranta, Giuseppe De Mattia, Sara Munari, Francesco Conti, Erik Kessels e Claudio Corrivetti per la mostra di Roger Ballen),  workshop di Street Photography targati Fujifilm in partnership con Foto Diego con Alex Liverani e Lorenzo Catena; e le attesissime Letture Portfolio gratuite con – tra gli altri – lettori internazionali come Josh Lustig (FT Weekend Magazine), Erik Vroons (Over Magazine), Veronica Daltri (Il Manifesto), Krzysztof Candrowicz (Łódź Fotofestiwal), Francesca Seravalle (Curatrice indipendente) e Hannah Watson (Trolley Books). Le serate in Largo Palmieri vedranno alternarsi appassionanti Visual Talk con ospiti quali Sara Angelucci, Francesca Seravalle, Erik Kessels, Arianna Rinaldo, Laura Sciacovelli e Francesca Marciano, e Giuseppe De Mattia; proiezioni serali con contenuti di PhEST26, PhMuseum, Fujifilm Italia, il film Steamboat Bill, Jr di Buster Keaton accompagnato al pianoforte dal vivo da Paolo Fornasier con il suo progetto “pauliverse”, una selezione di super8 di Vivian Maier, le proiezioni della selezione 2026 di PhEST Pop Up Open Call, fino al live set degli Inude. Programma dettagliato disponibile su: www.phest.it

PhEST – Festival internazionale di fotografia e arte è nato nel 2016 a Monopoli in Puglia da un’idea di Giovanni Troilo, direttore artistico del festival, e di Arianna Rinaldo, cui è affidata la curatela fotografica, con la direzione organizzativa di Cinzia Negherbon. La curatela dell’arte contemporanea è dal 2017 in collaborazione con Roberto Lacarbonara. PhEST è fotografia, cinema, musica, arte, contaminazioni dal Mediterraneo. Un modo per restituire voce propria alle mille identità che compongono il mare in mezzo alle terre, ridefinendo un nuovo immaginario.

PhEST – See Beyond the Sea è prodotto e promosso dall’associazione culturale PhEST, in collaborazione con la Regione Puglia e A.Re.T. Pugliapromozione, con il sostegno dei Fondi Europei di Coesione FSC 2021-2027 e del Comune di Monopoli.

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