Alessandra vive nella cella del carcere di Borgo San Nicola a Lecce grazie alla poesia. “Se scrivo vivo”, racconta dopo aver vinto il Premio Afrodite, per il progetto “Libere di Leggere”. “La poesia è un flusso che mi aiuta a esprimere tutte le emozioni, ma anche le frustrazioni e le scelte sbagliate che mi hanno portato qui – spiega la giovane detenuta – oggi la mia poesia è conosciuta, condivisa e letta. Le mie parole viaggiano e con esse una parte di me, la parte più libera e sognatrice”.
Proprio nella struttura Alessandra ha scritto i versi di “Ave Maria piena di rabbia”, composizione con la quale si è aggiudicata la quinta edizione del riconoscimento. L’incontro, fortemente voluto dall’ideatore del premio e delegato di
Ambiente Italia Antonio Inguscio, ha riunito sette donne detenute della sezione di media sicurezza: Alessandra, Anna,
Paola, Imma, Maria Grazia, Sara e Cinzia. Tutte hanno evidenziato l’importanza del progetto ‘Libere di leggere’, che ogni mercoledì dà l’opportunità di ritrovarsi in uno spazio di ascolto e confronto. “Scrivere è taumaturgico per noi – ha detto Paola – un percorso doloroso ma illuminante”. “Le volontarie – ha proseguito Anna – non ci guardano come detenute, ma ci fanno sentire libere. Si scrive perché non si può parlare con l’esterno”. E così Anna ha ripreso gli studi universitari all’interno del carcere, mentre Maria Grazia e Sara coltivano la passione per la cucina e sognano di poter realizzare un laboratorio.
La vicedirettrice del carcere, Sonia Fiorentino, ha annunciato che “estenderemo il progetto alla sezione maschile. Crediamo nel reinserimento e Borgo San Nicola resta un carcere a vocazione trattamentale”.
La poesia vincitrice del premio sarà incisa su una mattonella di ceramica e installata sul lungomare di Santa Caterina di Nardò, entrando a far parte del ‘Lungomare dei Poeti’, il libro di poesia a cielo aperto che cresce anno dopo anno.
Stefania Losito