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Regionali in Puglia, Decaro eletto presidente con il 64%. Pd primo partito. Fair play dello sconfitto Lobuono

Ingegnere stradale, 21 anni di esperienza politica e amministrativa nel centrosinistra, mister preferenze alle ultime europee con circa mezzo milione di voti, e sindaco di Bari per due legislature: Antonio Decaro, 55 anni, barese di Torre a mare, è il neopresidente della Regione Puglia. L’hanno eletto i cittadini con oltre il 65% delle preferenze. E’ il successore dello sceriffo Michele Emiliano, entrambi del Pd, in una regione che resta al centrosinistra per almeno altri 5 anni, dopo i 20 tra Vendola e lo stesso Emiliano.

“Un risultato straordinario”, ha commentato a caldo Decaro, smontando la malizia di chi gli chiedeva se puntasse alla segreteria del Pd: “Ha già un segretario che si chiama Elly Schlein – ha risposto – ora sarò il presidente della Regione Puglia, il presidente dei pugliesi”.
Il candidato del campo largo registra circa il 63,97% delle preferenze contro il 35,13% del 70enne imprenditore Luigi Lobuono, sostenuto dal centrodestra in una battaglia che lo ha visto sfavorito sin dall’inizio. Un gentiluomo, a cui ha fatto i complimenti lo stesso Decaro per il garbo, e che non ha avuto difficoltà ad ammettere la sconfitta: un paio di ore dopo la chiusura delle urne ha chiamato il neo-governatore per complimentarsi. “Collaborerò – ha promesso – ma non farò sconti in consiglio regionale”.

Analizzando la sconfitta, Lobuono ha detto che avrebbe avuto bisogno di più tempo: “Trentacinque giorni sono pochissimi per girare la Puglia. Avrei avuto bisogno di due o tre mesi di tempo per visitarla tutta”. “E’ stata una campagna elettorale partita in ritardo – ha detto ancora Lobuono – ma tutti i partiti hanno fatto la loro parte, ho sempre avuto al mio fianco i consiglieri regionali. Avevo però contro uno sfidante di livello altissimo, che da venti anni fa politica, è stato sindaco di Bari e alle ultime Europee ha conquistato quasi 500mila preferenze”.

Intanto Emiliano, con un po’ di fiatone commosso, ha salutato la sua lunga esperienza in Regione. “Oggi è un giorno felice per la Puglia, anche se è normale per me avere un po’ di malinconia”, ha detto il governatore uscente.

Il neo governatore non ha nascosto di sentire il peso della responsabilità: “Stasera festeggio ma da domani mi metterò a lavorare perché devo meritare la fiducia di chi mi ha votato e recuperare quella di chi non è andato a votare. In queste elezioni a livello nazionale c’è un dato negativo: l’astensionismo”, ha evidenziato, “e se i cittadini non si interessano alla politica è perché la politica non si interessa a loro”. Decaro ha dedicato la vittoria alla sua figlia minore, Chiara: “Una dedica personale? A mia figlia Chiara che, un giorno, quando mi ha visto triste, mi ha detto: ‘Papà, io ero troppo piccola, ma mi dicono che anche quando ti dovevi candidare a sindaco avevi paura e non lo volevi fare, poi
hai detto che è il mestiere più bello del mondo. Magari ti succederà la stessa cosa da presidente della Regione'”.

L’astensionismo è stato l’ombra su queste elezioni: meno della metà dei 3,5 milioni dei pugliesi aventi diritto sono andati alle urne. E nel Foggiano, terra del leader dei Cinquestelle Giuseppe Conte, si è registrata l’affluenza più bassa: il 38,61% contro il 52,78% di cinque anni. Nelle elezioni del 2020, quando i pentastellati si presentarono con un proprio
candidato presidente, sfiorarono a livello regionale il 10%. Questa volta sarebbero di poco sopra il 7,50%. Il Pd, con circa il 26%, resta il primo partito nella regione, seguito da FdI (18%). Seconda nella coalizione di centrosinistra è la civica Decaro Presidente che conquisterebbe circa il 13%. Avs, invece, che beneficia dell’effetto traino dell’ex governatore pugliese Nichi Vendola, supererebbe il 4%, soglia che le garantirebbe l’ingresso in Consiglio. Gli altri due candidati presidenti, Ada Donno di Puglia Pacifista e popolare, e Sabino Mangano di Alleanza civica per la Puglia, non raggiungono neppure l’1%.

Il campo largo vince anche in Campania, il centrodestra in Veneto. Affermazioni larghe delle maggioranze uscenti segnano il voto regionale di fine autunno. Al leghista Alberto Stefani la responsabilità del dopo Zaia con il 62,9% contro il 30,4% di Giovanni Manildo del centrosinistra. Ampia anche la vittoria dell’ex presidente della Camera Roberto Fico in Campania, con il 63,8% contro il 32% di Edmondo Cirielli di Fdi.

Stefania Losito

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