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Sanità, al Sud si emigra ancora per farsi curare: Puglia tra le regioni con la mobilità attiva più alta. Migliora la Basilicata

Sono tutte al Sud le regioni con il peggior saldo tra mobilità attiva e passiva in campo sanitario. Emerge dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe riferito a dati del 2023 presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione. La Puglia è terzultima: qui, nel 2023, si rileva un saldo negativo di -253,2 milioni di euro, in aumento di 23 milioni di euro rispetto al 2022. Fanno peggio solo la Calabria (-326,9 milioni), la Campania (-306,3) e un poco meglio la Sicilia (-246,7).

Il saldo pugliese è così composto: 123.347.695 euro di crediti, (ovvero la Regione si colloca in 9a posizione), a fronte di 376.593.382 euro di debiti (ovvero la Regione si colloca in 4a posizione). Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia, secondo il report Gimbe, insieme rappresentano il 78,2% del saldo passivo.

Quasi sette cittadini pugliesi su dieci si rivolgono alle strutture private accreditate, al di sopra della media italiana del 54,5%. La Regione si colloca in 3a posizione con le strutture private che erogano il 68,9% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale.

Nel 2023, per la Basilicata il quadro migliora: “si rileva un saldo negativo moderato della mobilità sanitaria regionale, pari a -77,9 milioni di euro, in riduzione di 2,9 milioni rispetto al 2022″. In particolare, con 56.760.349 euro di crediti, la Regione si colloca in 17/a posizione, in 15/a per i debiti con 134.646.295”.

Inoltre, in una nota è specificato che per il volume dell’erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private, la regione si colloca in 21a posizione con le strutture private che erogano il 7,2% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,5%)”.

Stefania Losito

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