Prosegue il piano di abbattimento delle liste d’attesa nella sanità pugliese voluto del neo-presidente della Regione Antonio Decaro. Dal 9 al 12 febbraio le Asl pugliesi hanno contattato 10.325 persone per anticipare visite ed esami e 1369 per anticipare il ricovero. Altre 1200 sono risultate irreperibili. Delle persone contattate, però, 3 su dieci, circa il 30% (3053 persone) ha rifiutato di voler anticipare visite ed esami diagnostici. Di questi il 64% (1981 persone) ha dichiarato di voler confermare la data precedentemente fissata; il 21% ha detto di aver già ottenuto la prestazione in una struttura diversa rispetto a quella in cui era in lista d’attesa; per il 7% la prestazione non era più necessaria; nell’8% dei casi non è disponibile la motivazione. Lo rende noto la Regione dopo la riunione del gruppo di monitoraggio sul recupero delle liste d’attesa, convocato per analizzare le tecniche di analisi dei risultati nei 12 giorni di applicazione del piano.
Ad oggi, per quanto riguarda il piano straordinario di abbattimento delle liste d’attesa varato dalla Giunta Regionale
il 31 gennaio scorso, sono state richiamate complessivamente 26.190 persone, di cui 21.701 per prestazioni specialistiche e 4489 per ricoveri. Durante la riunione è emerso anche che alcune Asl sono a buon punto nel recupero delle liste d’attesa con priorità U (urgenti) e B (brevi) rispetto al target di 124.320 prestazioni entro giugno 2026.
A tal riguardo il direttore del Dipartimento Salute, Vito Montanaro, ha ricordato a tutti la necessità di lavorare contemporaneamente all’erogazione delle prestazioni Urgenti e Brevi richieste nell’anno in corso, per rendere effettivi nel tempo i risultati ottenuti con il piano di recupero.
L’attività di verifica dell’appropriatezza prescritta continuerà nelle prossime settimane, anche in virtù del fatto che nelle ultime settimane si è registrato un aumento delle richieste di prestazioni urgenti e brevi.
Stefania Losito
