Il tycoon: “Stiamo designando delle persone. Ora il presidente della Colombia si guardi le spalle”
L’attacco statunitense in Venezuela, secondo il presidente Donald Trump intervenuto in una conferenza stampa, è stato un assalto spettacolare mai visto dalla Seconda Guerra Mondiale, condotto nei cieli, via terra e via mare. Un blitz che il tycoon ha paragonato a quelli contro Soleimani, al Bagdhadi e gli impianti nucleari iraniani.
Prima della conferenza stampa Trump aveva pubblicato sui propri canali social una foto di Nicolas Maduro ammanettato e bendato a bordo della nave statunitense Iwo Jima, ma anche un video dell’assalto di quasi un minuto e mezzo. Nelle immagini si vedono alcuni elicotteri sopra Caracas e una serie di esplosioni, con i missili statunitensi che colpiscono i loro bersagli.
Secondo Trump ci sono prove schiaccianti contro i Maduro, che adesso affronteranno la giustizia americana. Sono accusati di narco-terrorismo e traffico di cocaina.
Poi l’obiettivo del tycoon si è spostato momentaneamente su un’altra nazione sudamericana. Trump ha “invitato” il presidente della Colombia a guardarsi le spalle perché “produce cocaina, la manda negli Stati Uniti e quindi stia attento a non farsi beccare” ha detto ai giornalisti.
Per quanto riguarda il futuro del Venezuela, Trump ha rassicurato la popolazione dicendo che avranno sicurezza, giustizia e un Paese che è potenzialmente grande. “Gestiremo il Paese fino a quando potremo farlo, in attesa di una transizione sicura” ha detto il presidente Usa aggiungendo che “stiamo designando delle persone, vi faremo sapere chi sono”. Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, sta lavorando per gestire la situazione con il vicepresidente del Venezuela, Delcy Rodriguez, che si è detta pronta a fare il necessario per aiutare. Secondo Trump, infatti, Maria Corina Machado, premio Nobel, leader dell’opposizione venezuelana e sconfitta da Maduro alle ultime elezioni, non ha il sostegno o il rispetto per guidare il Venezuela.
Gianvito Magistà