A metà marzo era il caso dei friulani che si recavano in Slovenia per risparmiare sul carburante, approfittando di prezzi più bassi, e che si è risolto con il tetto massimo che il governo di Lubiana ha posto per i rifornimenti di benzina sia ai privati che alle persone giuridiche, a partire dalla scorsa notte.
Adesso, un analogo “turismo del pieno”, sta accadendo in Spagna: il Paese è diventato meta degli automobilisti provenienti da Francia e Portogallo, attratti dai prezzi più bassi di benzina e diesel, dopo il taglio dell’Iva sui carburanti dal 21% al 10% e la riduzione delle accise. Anche oggi si sono registrate code alle stazioni di servizio alle frontiere. “Ci conviene venire qui a fare il pieno”, hanno assicurato alcuni automobilisti francesi intervistati dall’emittente pubblica Tve, sottolineando che in media il risparmio su un pieno può superare i 20 euro. Anche dal Portogallo si registra un flusso crescente: nel paese lusitano i prezzi sono mediamente di 1,85 euro per la benzina e 1,97 per il diesel, con un risparmio in Spagna tra i 15 e i 20 centesimi al litro.
Secondo i dati diffusi dall’emittente pubblica Tve, in Francia il prezzo della benzina ha raggiunto 1,99 euro di media al litro e quello del diesel ha superato i 2.12 euro, contro rispettivamente 1,62 euro e 1,80 euro in Spagna. Una differenza
che può arrivare fino a 40 centesimi al litro, rendendo conveniente attraversare il confine per fare rifornimento.
La Confederazione spagnola degli imprenditori delle stazioni di servizio ha definito la riduzione fiscale “una soluzione più efficace” rispetto a precedenti misure, mentre l’Organizzazione di Consumatori e Utenti stima un risparmio medio di 8 euro per pieno in Spagna. A lamentarsi, al contrario, sono le associazioni di trasportatori e agricoltori, che giudicano gli interventi “insufficienti” rispetto all’aumento dei costi di petrolio e gas.
Stefania Losito