Il campanello d’allarme di Assoturismo Capitanata: incentivare soggiorni più lunghi con offerta adeguata
Segno negativo per il turismo sul Gargano nei primi otto mesi del 2026, quindi estate compresa, che dovrebbe essere il periodo dell’anno di punta per il territorio. Rispetto allo stesso periodo del 2025, infatti, si è registrato un calo del 6,5% degli arrivi e del 5,7% delle presenze, cioè il numero delle notti passate nelle strutture della zona. Segnale che non solo sono arrivati meno turisti, ma quelli che hanno scelto di passare le vacanze sul Gargano sono rimasti poco. A fotografare la situazione è Assoturismo Capitanata sulla base dei dati del Dms-Osservatorio del turismo della Regione Puglia.
Non hanno superato l’esame nemmeno Vieste e Peschici, i principali poli turistici del Gargano. Vieste ha registrato un -4,5% di arrivi e un -4,9% di presenze. Peschici un -2,5% di presenze. E sono proprio le località balneari a segnare le flessioni maggiori. Emblematico il caso di Manfredonia che ha perso il 12,8% dei turisti rispetto al 2025.
Crollo delle presenze anche a Mattinata, dove paradossalmente si è registrato un aumento del 5,2% degli arrivi, ma un calo di oltre il 22% delle notti passate nelle strutture cittadine.
Preoccupa anche il turismo religioso. San Giovanni Rotondo ha perso addirittura il 21,1% degli arrivi e il 13,2% delle presenze. In controtendenza Monte Sant’Angelo e San Nicandro Garganico, dove le presenze sono aumentate rispettivamente del 2,5% e del 10,9%.
Secondo Assoturismo Capitanata, il vero problema non è soltanto il numero dei visitatori, ma la loro permanenza. La sfida è costruire un’offerta capace di integrare mare, borghi, turismo religioso, natura, laghi ed enogastronomia, incentivando soggiorni più lunghi e una maggiore distribuzione dei flussi durante tutto l’anno.
Gianvito Magistà