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Regionali, Pd lucano contro i vertici nazionali: “Nessuna condivisione del candidato”. La gag di Fiorello sull’oculista Lacerenza: “Da campo largo a campo visivo”

E’ tutt’altro che pacifica la scelta del candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Basilicata, Domenico Lacerenza. E continua a essere una questione nazionale, non legata soltanto al territorio, da cui arrivano le prime rimostranze proprio nel Pd. E’ infatti il fuoco amico a mettere in dubbio la nomina di Lacerenza, 66 anni, primario di coulistica al San Carlo di Potenza, mai fatto politica prima. A riunirsi per la scelta erano stati il Pd (di Roma, dicono) i Cinquestelle, Alleanza Verdi e Sinistra, +Europa. E lo stesso Angelo Chiorazzo, fondatore della cooperativa “bianca” Auxilium, sostenuto da cattolici e parte degli stessi dem, oltre che candidato dalla civica “Basilicata Casa Comune”. Chiorazzo, maldigerito dai Cinquestelle, aveva fatto un passo di lato a condizione di partecipare alla scelta del candidato, ed evidentemente Lacerenza aveva incassato il suo placet. Lacerenza, pur ammettendo di essere a digiuno di politica, aveva parlato “da cittadino ai cittadini”, con un programma tutto basato sulla sanità, e accettando la sfida del campo largo. Che però proprio largo, a questo punto, non sembra. Intanto gli stessi Azione e Italia Viva non si sono detti particolarmente d’accordo, ma quelli che si sono scagliati contro le scelte del Pd romano sono proprio i dem locali.

“Ritirare la candidatura di Domenico Lacerenza o promuoviamo il polo dell’orgoglio lucano”: è la richiesta di attivisti, sindaci, amministratori sindacalisti e dirigenti del Pd e del centrosinistra lucano formalizzato in un documento diffuso da Giovanni Petruzzi, all’epoca coordinatore della mozione Cuperlo. Petruzzi ha definito anche “quanto mai opportuno ed urgentissimo” che sia convocata la direzione regionale del Pd, “che non ha mai discusso né deliberato la candidatura a presidente di Lacerenza”. Il documento parla anche di “oligarchica indicazione” di Lacerenza, definito “stimato professionista completamente a digiuno di politica, per sottostare agli incomprensibili veti del M5s”: tale scelta “mortifica le energie popolari” che si erano raccolte intorno ad Angelo Chiorazzo, che il Pd lucano, “con ben due pronunciamenti aveva ritenuto il miglior candidato possibile”.

E non finisce qui: sono diversi i post pubblicati nelle ultime ore sui social con una petizione online avviata dai sostenitori del fondatore della coop. Per sconfiggere il centrodestra guidato dal governatore uscente, Vito Bardi (Forza Italia), il candidato del centrosinistra per le Regionali in programma in Basilicata il 21 e il 22 aprile sia Angelo Chiorazzo, chiedono a gran voce.

“Siamo pronti ad interloquire con quelle forze politiche con un programma ed una leadership atlantista, moderata e pragmatica- ha fatto sapere il coordinatore regionale di Azione, Donato Pessolano che ha poi aggiunto- quello che chiamano campo largo in Basilicata non è nient’altro che un meet up grillino con a capo Conte”. Pronti a valutare altre alleanze anche gli esponenti di Italia Viva, “col metodo inaugurato con le elezioni lucane , in cui pd e cinquestelle si incontrano, stabiliscono un candidato e poi lo comunicano, non c’entriamo nulla”, ha ribadito il capogruppo alla camera Davide Faraone. Critiche al metodo sono arrivate anche da esponenti storici del Pd: “Tenere fuori Italia Viva ed Azione dalla coalizione – ha scritto sui social Salvatore Margiotta, dirigente nazionale dei dem – è errore politico oltre che masochismo elettorale”. “Un compromesso che mortifica la Basilicata” anche per Eustachio Folia, il candidato presidente di Volt. ” La scelta di Lacerenza sembra un regolamento di conti interno ai partiti nazionali di sinistra sulla pelle dei lucani”, ha dichiarato invece Vito Bardi, presidente uscente ricandidato dal centrodestra per il bis che ha formulato, al contempo, gli auguri all’avversario per una” campagna elettorale da condurre sui temi che interessano la Basilicata: sanità, imprese, transizione energetica, agricoltura del futuro e lavoro”.

Lo stesso Matteo Renzi, nelle scorse ore, a margine della fiera LetExpo a Verona, ha commentato, ironico: “Mi colpisce molto questa involuzione del centrosinistra. Quando c’ero io si facevano le primarie, adesso chiamano il primario. Questo primario di oculistica che è talmente una situazione incredibile che potremmo dire che hanno scelto un oculista perché non li hanno visti arrivare”. Per Renzi “se insegue Giuseppe Conte il centrosinistra è finito. Prima o poi lo capirà anche il Pd, non dispero che questo avvenga il prima possibile”. Poi aggiunge: “Sono legato a Bardi da un’antica amicizia, ma sceglieranno i dirigenti lucani di Italia Viva con chi stare”.

“Penso che da molto tempo e’ in atto un tentativo da parte di Giuseppe Conte di comandare nel campo cosiddetto progressista. Mercoledi’ ne abbiamo avuto la prova”, dice in un’intervista al Corriere della Sera, il leader di
Azione Calenda, parlando delle regionali in Basilicata. “Io – ricorda Calenda – avevo sentito Elly Schlein in mattinata
per capire qual era un candidato che loro potessero sostenere, lei mi ha detto che non aveva nomi e che ovviamente lo avrebbe condiviso prima. E poi ci hanno fatto trovare non solo un nome, ma anche una coalizione gia’ fatta che recepiva un veto di Conte su Azione. Ne prendiamo atto”. Appoggiare il candidato del centrodestra Vito Bardi? “Verifichero’ qual e’ la cosa piu’ giusta da fare per Azione con Marcello Pittella, che e’ stato governatore della Basilicata, una regione in cui abbiamo preso il 12 per cento. Anche lui e’ rimasto attonito per le modalita’ e il Pd lucano e’ completamente spaccato”. Per Calenda, “alle prossime elezioni politiche il centrosinistra candidera’ alla presidenza del Consiglio Conte perche’ questa, per lui, e’ l’unica condizione per accettare di fare un’alleanza. Quelli del Pd stanno andando a finire cosi'”. 

Intanto arrivano i chiarimenti da fonti Pd: il primario del dipartimento di Oculistica di Potenza non si ritira, le voci di un possibile passo indietro sarebbero dunque infondate.

E Fiorello, nel suo programma radiofonico, scherza su Lacerenza e sul pasticcio nel centrosinistra lucano: “A volte leggo delle cose e dico ‘No, non può essere vero'” – racconta Fiorello spiegando il perché di tale sbalordimento – “Il titolo è ‘Lacerenza cerca appoggi’, ora vi dico io chi è quest’uomo. Lacerenza è uno stimatissimo oculista e chirurgo. Leggete qua, ‘Io catapultato dalla sala operatoria: non ho mai fatto politica’. Cioè, questo sarà candidato a fare il ‘poverino’, a questo punto mi viene proprio da dire ‘poverino’, stava cercando di fare un’operazione e lo chiamano per guidare la Basilicata. Come se Conte di botto si trovasse in sala operatoria”. E poi la gag del conduttore: “Lui comunque ha accettato, questo è il programma elettorale del dottor Lacerenza – scherza indicando la tavola optometrica utilizzata per i test oculistici – “Altro che Campo Largo, qua abbiamo il Campo Visivo!”.

Stefania Losito

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