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Ucraina, Trump e la minaccia a Putin: “Accordo entro 50 giorni o dazi al 100%”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ufficializzato la sua nuova linea nel conflitto ucraino ricevendo nello Studio Ovale il segretario generale della Nato, Mark Rutte: sistemi missilistici Patriot ed altre armi Usa a Kiev tramite la Nato. Ma anche sanzioni secondarie a Mosca se non raggiunge un accordo di pace entro 50 giorni. “Applicheremo dazi molto severi se non raggiungeremo un accordo entro 50 giorni e saranno al 100%”, ha minacciato il tycoon, il quale in questo caso userebbe i suoi poteri presidenziali e non la legge bipartisan, ancora in discussione al Congresso, che prevede tariffe più pesanti, sino al 500%. “È una buona legge e potrebbe essere utile, ma penso che non ce ne sarà bisogno”, ha osservato. Si tratterebbe – ha poi spiegato la Casa Bianca – di sanzioni secondarie, che colpirebbero non solo l’export russo in Usa (molto limitato) ma soprattutto i partner commerciali di Mosca, dalla Cina all’ India, che acquistano in particolare la sua energia. L’obiettivo è quello di isolare la Russia dall’economia mondiale, bloccando il finanziamento della sua macchina bellica. “Uso il commercio per molte cose, ma è ottimo per risolvere le guerre”, ha spiegato The Donald.
“Sono molto deluso da Putin”, ha esordito il commander in chief, ribadendo la sua frustrazione con lo zar. “Pensavo fosse uno che facesse sul serio. Invece è sempre gentile nelle nostre conversazioni, ma poi la sera bombarda tutti”, si era lamentato poche ore prima, mentre Axios svelava che Trump avrebbe detto a Macron che il leader russo “vuole prendersi tutto”, dopo una telefonata avuta con lui il 3 luglio.

L’Alto rappresentante Ue, Kaja Kallas, pur definendo “positivo che il presidente Trump mostri un atteggiamento duro con la Russia”, ha osservato che “50 giorni sono un periodo molto lungo, visto che gli ucraini vengono uccisi ogni giorno”. Il tycoon non ha neppure voluto infierire su Putin: “Non voglio dire che è un assassino, ma è un tizio tosto”, ha risposto, dicendosi convinto che sia possibile raggiungere un’intesa.
Trump ha quindi illustrato l’accordo con la Nato per fornire un rinnovato canale di approvvigionamento di armi statunitensi a Kiev. Gli alleati europei, coordinati dall’Alleanza, acquisteranno equipaggiamento militare e lo trasferiranno in Ucraina. Acquisti per “miliardi e miliardi” di dollari, ha detto il presidente americano, sottolineando che gli Usa produrranno armi di altissima qualità ma non sborseranno nulla. Di sicuro ci saranno batterie di Patriot e le prime “arriveranno molto presto, entro pochi giorni”. Rutte ha affermato che Germania, Finlandia, Canada, Norvegia, Svezia, Regno Unito e Danimarca saranno tra gli acquirenti per aiutare l’Ucraina.
Intanto a Kiev il presidente Volodymyr Zelensky ha avuto un “incontro produttivo” con l’inviato speciale di Trump, Keith
Kellogg. “Abbiamo discusso del percorso verso la pace e di cosa possiamo fare concretamente insieme per avvicinarla”, ha scritto sui social. “Questo include il rafforzamento della difesa aerea ucraina, la produzione congiunta e l’approvvigionamento di armi di difesa in collaborazione con l’Europa”, ha aggiunto, ringraziando Trump “per gli importanti segnali di sostegno”.
Il vicepresidente della Duma, Konstantin KossacyovIl, affida il primo commento di Mosca a Telegram: “Se questo è tutto ciò che Trump intendeva dichiarare oggi sull’Ucraina, è tanto fumo e poco arrosto”, ha osservato. “In 50 giorni – ha proseguito – quante cose possono cambiare sul campo di battaglia e negli umori dei leader della Nato e degli Usa!”. Riferendosi poi al fatto che i Paesi europei dovranno pagare a Washington gli armamenti per l’Ucraina, ha aggiunto: “Gli europei dovranno sborsare e sborsare, il formaggio gratuito per loro era in una trappola per topi. C’è solo un beneficiario: il complesso militare-industriale degli Stati Uniti”.

Stefania Losito

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