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Furti in casa, più di un italiano su 4 ne ha subito almeno uno. Al Centronord i comuni più colpiti

Più di un italiano su quattro, nella vita, ha subito almeno un furto in casa. Circa 14 milioni e mezzo di italiani, il
28,6% del totale, 8 milioni (16,1%) hanno avuto un tentativo non riuscito e 4 milioni e mezzo (l’8,7%) lamentano di aver subìto un atto di vandalismo ai danni della propria abitazione. Emerge dal 4° Rapporto dell’Osservatorio Censis-Verisure sulla sicurezza della casa, “La sicurezza al servizio degli italiani”, realizzato con il contributo del Servizio analisi criminale del ministero dell’Interno.

REATI IN CALO MA CRESCE PAURA – Il furto in casa è di gran lunga il reato che gli italiani hanno più paura di subire: lo mette al primo posto il 59% degli intervistati, a fronte del 48% dello scorso anno. Eppure, i dati relativi al primo semestre del 2025 rivelano come si siano ridotti sia i furti, che sono 61.555 (l’8,6% in meno rispetto al primo semestre dell’anno precedente), sia le rapine (-11,6%). L’anno scorso in Italia sono stati denunciati 155.590 furti in casa (+5,4% rispetto al 2023) e 1.891 rapine (+1,8% rispetto al 2023).

CLASSIFICA, FURTI PIU’ FREQUENTI AL CENTRONORD – Roma è in testa alla graduatoria dei comuni capoluogo con 8.699 furti in abitazione, per un’incidenza di 31,7 ogni 10mila abitanti, davanti a Milano con 3.152 furti in casa (23,1 per 10mila residenti), Torino con 2.024 (23,6 ogni 10mila abitanti) e Firenze con 1.803. La graduatoria dei comuni capoluogo in base all’incidenza dei furti sulla popolazione vede al primo posto Pisa, con 75,7 furti in abitazione per 10mila abitanti, seguita da Modena (57,1) Bolzano (55,5), Udine (53) e Verona (50,3).

SEMPRE PIU’ CONSAPEVOLI – L’88,8% degli italiani pensa che la sicurezza sia una sfida collettiva, cui contribuiscono lo Stato, che è il perno centrale, le aziende e i privati cittadini e l’84,9% ritiene che avere dispositivi di sicurezza fa vivere meglio e stare più tranquilli. L’88,9% degli italiani ha già almeno un dispositivo in casa, il 67,8% ne ha più di uno e il 64,1% pensa che nel futuro destinerà maggiori risorse alla sicurezza domestica. Fondamentale è la porta di ingresso: il 65,3% ha la porta blindata, il 35,1% il videocitofono, l’11,1% la serratura elettronica, l’87% non apre mai la porta agli sconosciuti, il 67,1% chiude a chiave anche se è in casa. Quando è fuori casa per vacanze, il 69,2% della popolazione evita di utilizzare i social per pubblicare foto e informazioni, il 53% avvisa i vicini e il 45,6% chiede a qualcuno di simulare la presenza. C’è anche un 17,1% che rinuncia alle vacanze per non lasciare casa incustodita.

LA VIOLENZA TRA LE PARETI DOMESTICHE – Nel 2024 crescono i reati di genere: tra questi si contano 28.896 maltrattamenti contro familiari e conviventi, 20.289 atti persecutori e 6.831 violenze sessuali. Al numero antiviolenza 1522 l’anno passato sono arrivate 17.631 chiamate relative ad atti violenti che nel 97,4% del totale hanno vittime donne e nel 79,4% dei casi risultano consumati all’interno della propria abitazione.

SICUREZZA NON PER TUTTI – Secondo il report Censis-Verisure, “la sicurezza domestica non si deve trasformare in un ulteriore elemento di differenziazione sociale tra chi se la può permettere e chi no”: il 59,7% della popolazione sarebbe
interessato a dotarsi di un sistema di allarme ma è convinto che costi troppo, con percentuali che arrivano al 70,9% tra i meno abbienti, e il 60,5% degli italiani non conosce l’esistenza del ‘bonus sicurezza’. Il 79,6% della popolazione vorrebbe poter disporre di sistemi di allarme personalizzati, in cui si combinino più elementi predisposti in base alle specifiche esigenze di ciascuno, mentre il 75,3% chiede di essere affiancato e assistito da persone esperte durante tutte le fasi del percorso di protezione da rischio.

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