Via libera del Consiglio dei ministri al decreto lavoro, il nuovo provvedimento in vista del Primo maggio che sancisce l’arrivo del salario giusto. Un provvedimento che impatta su una platea di oltre 4 milioni di lavoratori. Il pacchetto vale circa un miliardo di euro e avvia nuovi bonus per le assunzioni di giovani, donne e nelle aree Zes del Mezzogiorno, ma ci sono anche le norme per il contrasto al caporalato digitale e più tutele ai rider.
Il provvedimento, entrando nel dettaglio, prevede uno sgravio contributivo fino a 24 mesi per le aziende che assumono, fino al 31 dicembre 2026, a tempo indeterminato donne e giovani under 35 disoccupati da almeno 24 mesi o appartenenti a categorie svantaggiate. Lo sgravio può arrivare fino a 650 euro al mese per l’assunzione aggiuntiva di donne e fino a 500 euro al mese per quella di giovani. Previsto, inoltre, un bonus fino a 650 euro sulle assunzioni aggiuntive e a tempo indeterminato nelle piccole aziende della Zes unica per il Mezzogiorno che comprende Puglia, Basilicata, Abruzzo, Calabria, Campania, Molise, Sicilia e Sardegna.
Nasce così il nuovo salario “giusto” – al posto del salario minimo. L’obiettivo,come sottolineato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è puntare sui contratti. “Niente fondi pubblici invece”, scandisce la premier Meloni, “a chi sottoscrive contratti pirata e sottopaga i lavoratori”. Tra le misure debuttano anche sgravi contributivi per le imprese che mettono in campo strumenti per la conciliazione tra lavoro e vita familiare, ottenendo una certificazione ad hoc: ci sono fino a 50mila euro annui per ogni azienda.
Altra novità riguarda i rider: l’accesso alla piattaforma digitale può avvenire con Spid, Carta di identità elettronica (Cie), Carta nazionale dei servizi (Cns) oppure con un account rilasciato dalla stessa piattaforma con un sistema di autentificazione a più fattori. L’obiettivo è quello di rafforzare le tutele per i ciclofattorini ed evitare “la proliferazione” dell’utilizzo di un account. “Il decreto legge che abbiamo approvato- specifica la premier Giorgia Meloni- ha l’obiettivo di sostenere la creazione di maggiore occupazione ma anche di occupazione stabile e di qualità”. Divisi i sindacati. Molto critico il segretario della Cgil Maurizio Landini che afferma: “I soldi vanno alle imprese, non ai lavoratori”. Si dicono invece soddisfatti i vertici del sindacato Cisl.
Michela Lopez