La linea che separa la realtà e il sogno non è poi così netta
Il nuovo studio condotto dai ricercatori del Paris Brain Institute e pubblicato sulla rivista Cell Reports, rivela che il cervello umano può entrare nello stato mentale tipico del sogno anche mentre siamo completamente svegli. La ricerca sfida la visione tradizionale secondo cui il sogno sarebbe un’esclusiva delle fasi profonde del sonno (come la fase REM).
Gli scienziati hanno identificato una specifica “firma neurale” caratterizzata da pensieri bizzarri, illogici e vividi, del tutto simili a quelli che sperimentiamo di notte. Secondo i ricercatori, questo stato di “sogno a occhi aperti” si verifica quando si riduce la connettività tra la corteccia frontale (responsabile del ragionamento logico e del controllo) e le aree occipitali (dedicate all’elaborazione visiva).
In questa fase, la parte visiva del cervello è libera di “correre selvaggia” senza il filtro della logica e genera narrazioni frammentate o visioni oniriche anche durante la veglia o nei momenti di stanchezza. Per catturare questi momenti, i ricercatori hanno usato una tecnica che si ispira a Thomas Edison: i partecipanti venivano monitorati mentre scivolavano lentamente nel sonno tenendo in mano un oggetto. Al momento dell’inizio del sonno rilasciavano l’oggetto e venivano svegliati e interrogati sui loro pensieri. I risultati hanno così dimostrato che le esperienze oniriche non aspettano il sonno profondo, ma possono manifestarsi in qualsiasi momento del ciclo veglia-sonno, indipendentemente dal livello di vigilanza.
Angela Tangorra
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