In Basilicata cibo e trasporti più cari d’Italia. Gli aumenti più pesanti riguardano però i 195 euro all’anno solo per i beni alimentari di prima necessità (pane, pasta, olio crescono oltre la media). Lo dice l’Osservatorio Nazionale di Federconsumatori che ha analizzato i dati diffusi dall’Istat che indica per aprile 2026 un’inflazione del 2,8%. I prezzi alimentari crescono più della media nazionale, i trasporti interregionali e a lunga percorrenza costano di più, incidendo pesantemente sui bilanci familiari.
La Basilicata presenta caratteristiche strutturali che amplificano l’impatto del caro vita, spiega Federconsumatori. Il reddito disponibile pro capite è inferiore del 15-18% alla media italiana e le famiglie lucane destinano una quota maggiore della spesa a: alimentari, energia, trasporti (tra il 3 e il 5% in più), in una situazione di sistemi poco efficienti.
“La Basilicata – scrive Federconsumatori – è tra le regioni più esposte agli effetti combinati di caro energia, inflazione e
stagnazione dei redditi. Per cui continueremo a monitorare, denunciare e chiedere interventi concreti per difendere il
potere d’acquisto delle famiglie”. E tra le altre richieste l’urgenza di un fondo contro la povertà energetica e alimentare,
la proroga del taglio delle accise, la rimodulazione dell’Iva sui beni essenziali.
Stefania Losito