Attore, regista, produttore e due volte premio Oscar: “E’ un onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così”
Sono passati 28 anni dalla prima volta sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia. George Clooney, undici partecipazioni in Laguna, è stato premiato con il Leone d’Oro alla Carriera nell’83/a edizione, in programma dal 2 al 12 settembre. “Ho vissuto tantissimi momenti straordinari a Venezia. La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito, e ricevere il Leone d’Oro è un onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così”, è il commento, sul filo dell’ironia, dell’attore, regista, produttore. In carriera, effettivamente, ha vinto due premi Oscar, quattro Golden Globe, incluso il Cecil B. DeMille Award, quattro Sag Awards, un Baftam due Critics’ Choice Awards, un Emmy, quattro National Board of Review Awards e l’American Film Institute Life Achievement Award.
Clooney è anche attivista per i diritti umani, dal Darfur ad Haiti al Sudan, Messaggero di Pace delle Nazioni Unite e oppositore di Donald Trump, tanto da prendere la cittadinanza francese assieme alla moglie Amal e ai figli gemelli Ella e Alexander.
La prima volta in Laguna di George risale al 1998: era Jack Foley, il raffinato rapinatore di banche che si innamora della sceriffa Jennifer Lopez in “Out of Sight” di Steven Soderbergh, il film che lo tirò fuori dal personaggio tv di Doug ross in “ER – Medici in prima linea”. L’ultima volta in cui ha partecipato al Festival risale all’anno scorso, nei panni di Jay Kelly, l’attore in crisi di identità del film di Noam Baumbach presentato in concorso. In quel caso, Clooney diede forfait in conferenza stampa, ma non sul tappeto rosso mano nella mano con la moglie.
“Nella sua triplice veste di attore, regista e produttore, Clooney è un artista completo e carismatico, appassionato e originale”, sottolinea il direttore della Mostra, Alberto Barbera. “Un carisma costruito sulla credibilità, non sull’immagine, perché il suo lato seduttivo non è mai stato solo estetico. Perfetta combinazione di glamour da star di altri tempi, grande professionalismo e sensibilità moderna, l’attore ha attraversato i generi con versatilità preziosa: i film di guerra con Three Kings e Syriana, il thriller con Michael Clayton, la commedia sofisticata con Ocean’s Eleven e Fratello dove sei?, la fantascienza con Gravity e Solaris, la commedia agrodolce con Paradiso amaro, Tra le nuvole e Jay Kelly”. Così come “nei nove film realizzati quando ha deciso di passare dietro la macchina da presa, che rivelano un’idea esigente e generosa di cinema. Confessioni di una mente pericolosa, Good Night and Good Luck, Le idi di marzo, Suburbicon, sono esempi di film ricercati, ambiziosi, fuori dalle regole e dalle convenzioni del cinema hollywoodiano, nei quali si riflette l’altra sua vocazione, quella per l’impegno sociale e umanitario”.
Con otto nomination agli Oscar, Clooney è stato candidato in più categorie di chiunque altro. Più di recente è stato anche nominato ai Tony Award per il suo debutto a Broadway in Good Night, and Good Luck, adattamento teatrale del suo film del 2005.
Stefania Losito
(foto in copertina: George Clooney e la moglie Amal sul red carpet alla 82esima Mostra del Cinema di Venezia, credits: Getty Images)