Non si ferma l’ondata di caldo sull’Italia. Sono 25, secondo il ministero della Salute, le città da bollino rosso nella giornata di oggi. Oltre a Bari, si tratta di Ancona, Bolzano, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Palermo, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Viterbo, Bologna, Brescia, Cagliari, Milano, Napoli, Pescara, Trieste, Venezia e Verona. Previste punte di 40 gradi, ma la morsa dell’afa non si allenterà per almeno un’altra settimana.
A soffrire, però, sono anche le montagne, in particolare i ghiacciai. Secondo Legambiente, sulle Alpi si registrano aumenti di temperature tra i due e i quattro gradi rispetto alla media climatica del periodo 1991-2020. Tra le vette maggiormente in sofferenza e sotto costante osservazione ci sono il Monte Bianco, la Marmolada e l’Adamello, il ghiacciaio più grande delle Alpi italiane. Occorrono, secondo Legambiente, “un’assunzione di responsabilità collettiva e azioni concrete a partire da una governance europea per i ghiacciai e il riconoscimento dei giganti bianchi come beni comuni”. Nel weekend appena trascorso la Carovana dei ghiacciai di Legambiente ha organizzato un flash mob sull’Adamello insieme al Club Alpino Italiano, alla Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi e alla Fondazione Glaciologica Italiana. Queste e altre 90 sigle hanno firmato il Manifesto europeo per una governance dei ghiacciai, un’azione comune congiunta, e presentato la prima piattaforma politico-culturale italiana per i ghiacciai, dal titolo “Governare le Alpi che cambiano”.
Sulla vetta del Monte Bianco, secondo Legambiente, il 18 giugno la temperatura registrata è stata di circa +0,8°C, mentre il 24 giugno è salita a +2°C circa. Sulla Marmolada, invece, la temperatura è rimasta sopra lo zero dal 16 giugno, raggiungendo in qualche caso i +5°C.
Vincenzo Murgolo