Ancora tanti i parti cesarei, soprattutto al Sud
In Italia si diventa mamma sempre più tardi. Emerge dal Rapporto sull’evento nascita in Italia, realizzato dal Ministero della Salute. L’età media al momento del parto, nel 2025, è arrivata a 33,4 anni per le italiane (era 33,3 nel 2024) e 31,4 anni per le cittadine straniere. E il report conferma, inoltre, il ricorso eccessivo al cesareo, procedura che lo scorso anno ha riguardato il 29,8% dei parti ma con notevoli differenze regionali. Resta alla Campania la maglia nera, dove si ricorre al cesareo nel 43,7% dei casi, seguita da Sicilia e Sardegna (39%), Lazio (37%) e Calabria (34,8%); mentre sono al nord le regioni che li effettuano meno, a partire dalla Toscana (16%).
In generale, in Italia, prosegue il calo delle nascite: nel 2025 ne sono state registrate 353.240, contro le 370.577 del 2024, e circa il 20,7% delle partorienti è di cittadinanza non italiana.
La maternità sempre più spesso si rinvia: per le italiane l’età media al primo parto è di 32,5 anni, per le straniere è 29,4 anni. Crescono le italiane che rinunciano ad avere il secondo o il terzo figlio: nel 2025 il numero medio per donna è di 1,14, a fronte di 1,35 del 2015. La Regione con la fecondità più bassa continua ad essere la Sardegna (0,8), il Trentino Alto Adige ha quella più elevata (1,4).
Altri dati raccontano i cambiamenti sociali in corso. Aumenta il ricorso a tecniche di procreazione assistita, che interessano 4,6 gravidanze ogni cento. Nel 94,7% dei casi la donna ha accanto a sé il padre del bambino al momento del parto. Aumentano, infine, i controlli, tanto che nel 94% delle gravidanze sono state effettuate più di quattro visite ostetriche.
Gianvito Magistà
(Photo Credit: Getty Images)