Trasformare l’illegalità in un bene comune oltre il disagio. Oltre 100mila bottiglie di passata naturale e spaccata sono state realizzate con i pomodori del raccolto della scorsa primavera, sui terreni confiscati alla mafia e gestiti dalla cooperativa sociale Pietra di Scarto a Cerignola, nel Foggiano.
Sono state 14 le persone in situazioni di svantaggio che ci hanno lavorato regolarmente assunte con un contratto di lavoro agricolo. Tra loro chi ha la sindrome dello spettro autistico, chi svolge attività in esecuzione penale esterna dal carcere, disabili, donne sfuggite alle violenze o alla guerra nei loro Paesi d’origine.
I pomodori raccolti, tra cui anche quelli che arrivano da produttori locali, partner dell’iniziativa, sono stati trasformati nel laboratorio di legalità Francesco Marcone, che è intitolato alla memoria dell’allora direttore del registro di
Foggia ucciso dalla criminalità il 31 marzo del 1995. Si possono comprare sia andando sul posto che online, e il ricavato sarà reinvestito in nuove attività sociali del laboratorio.
“Quest’anno festeggeremo i trent’anni di attività e questa è la passata dei nostri primi trenta anni – ha raccontato il presidente della cooperativa Pietro Fragasso – Dietro queste iniziative c’è il lavoro meticoloso di persone in situazioni di svantaggio che stanno costruendo il proprio percorso di vita”.
“La nostra azione di riutilizzo sociale di un bene confiscato – continua Fragasso – passa sempre mettendo al centro la memoria delle vittime innocenti. Sull’etichetta viene dato ancora più spazio alla memoria di Francesco Marcone, riportando in alto il nome del laboratorio a lui intitolato”.
A inizio ottobre si svolgerà anche Il Festival dei banditi, dal nome del libro di Danilo Dolci “Banditi a Partinico”, scritto nel 1955, per festeggiare i 30 anni di attività.
Stefania Losito