Ha vinto 4 scudetti, due Coppe dei Campioni, 2 Intercontinentali, il titolo di capocannoniere in Serie A e in Coppa dei campioni
Il Baffo, Sandro Mazzola, storico calciatore della Grande Inter di Herrera, se n’è andato a 83 anni. Al calcio italiano (e internazionale) il centravanti ha dato tantissimo: nella sua carriera ha vinto 4 scudetti, due Coppe dei Campioni, 2 Intercontinentali, il titolo di capocannoniere in Serie A e in Coppa dei campioni. Ha giocato nella Nazionale vincendo gli Europei nel 1968, ed è stato fra i protagonisti della “Partita del Secolo”, la semifinale del Mondiale di Messico ’70 vinta dall’Italia per 4-3 sulla Germania. Mazzola è stato poi dirigente sportivo nell’Inter e nel Genoa, per poi tornare a Milano con il presidente nerazzurro Moratti. Chiuse la carriera come dirigente del Torino e poi diventò opinionista e commentatore televisivo.
Mazzola, figlio d’arte, lasciò il calcio giocato nel 1977 ma sarà ricordato per sempre per la sua velocità, la costruzione delle sue azioni. La Hall of Fame della FIGC lo descrive così: “Velocissimo, con un gran dribbling e lucido
sottoporta” ma con il passare degli anni seppe anche arretrare il proprio raggio d’azione e partecipare maggiormente alla costruzione del gioco. Lo spagnolo El Paìs ne evidenziò “la tecnica, la rapidita’ della falcata, la capacita’ di costruire
il gioco e la potenza del tiro”.
Mazzola, bandiera dell’Inter, è stato salutato così dal club: “È stato uno dei più grandi calciatori della storia. Non solo di quella nerazzurra. Ha scritto la storia in maniera indelebile e senza precedenti”. Mazzola perse il padre Valentino nella strage di Superga, all’età di sei anni. Ma il calcio era nel destino della famiglia: fin da bambino, all’età di otto anni, Sandro vestì la maglia dell’Inter. Anni a imparare il calcio, poi l’epica Juventus-Inter del 10 giugno 1961 quando Moratti ed Herrera per protesta schierarono la Primavera, c’era anche Sandro Mazzola e arrivò il primo gol a soli 18 anni su rigore. Un chiaro segnale di quello che sarebbe poi stato.
Stefania Losito
(foto in copertina: Mazzola nel 1971, credits: Getty Images)