Le proteste contro il caro-carburante, che in alcuni casi supera il 60% dei costi operativi, fermano anche i pescherecci dell’Adriatico. A Pescara sono tutte ormeggiate in banchina al porto le barche della locale marineria. “La mobilitazione di oggi serve a dire che siamo pronti a passare da un fermo pacifico a scioperi più importanti” qualora non dovessero arrivare risposte dal governo, dichiara Doriano Camplone, presidente dell’Associazione Pesca Professionale “Mimmo Grosso” . La marineria pescarese conta 45 barche a strascico, “il settore che soffre maggiormente per l’elevato consumo di carburante” sottolinea Camplone, sulle quali lavorano complessivamente 150 operatori, “poi ci sono piccola pesca, vongolari e tutta la filiera: operai che lavorano nei cantieri, che preparano le attrezzature, le cooperative di facchinaggio. Lavoratore che hanno una famiglia. Poi c’è l’indotto: commercio, ristorazione, la pesca è il settore su cui si regge l’economia della città, è l’unica categoria di produzione primaria. Bisogna intervenire per tutelarla, da un punto di vista economico e culturale, se si blocca la pesca si ferma tutto” dichiara Camplone. “A differenza di agricoltori e autotrasportatori – conclude Camplone – noi abbiamo ottenuto finora dal governo la promessa di lavorare sulle nostre richieste. La mobilitazione di oggi serve a dire che siamo pronti a passare da un fermo pacifico a scioperi più importanti, qualora non dovessero arrivare risposte”.
Pescherecci fermi anche al porto di Ancona. Per i pescatori con l’attuale prezzo del gasolio uscire in mare “è diventato proibitivo” per questo chiedono risposte al Governo e alla Regione. Una protesta che si è allargata, spiega Apollinare Lazzari della cooperativa produttori di Ancona “ormai quasi tutte le marinerie italiane, ad eccezione di qualche barca, oggi sono ferme per il caro gasolio, quasi tutte hanno aderito al documento, anche gran parte delle imbarcazioni di
Civitanova”.
Il costo del carburante per le imbarcazioni della marineria di Ancona, che acquista direttamente il gasolio in raffineria,
si aggira attualmente “intorno a 1,15-1,20 euro al litro, ma la media italiana è superiore ed è intorno a 1,30 euro al litro”. Un rincaro legato al conflitto nel Golfo. “Un anno fa il gasolio lo pagavamo circa 0,65 euro al litro, da allora è quasi raddoppiato. A queste condizioni non ce la facciamo” si sfoga l’armatore che cita il caso della sua attività: “Nella mia imbarcazione lavorano otto persone, – osserva – se va avanti questa situazione sarò costretto a licenziare due pescatori. Ancora non c’è la cassa integrazione e le persone rischiano di rimanere senza lavoro”.
Nelle prossime ore potrebbero emergere difficoltà nel reperimento del prodotto ittico nazionale, tra le imbarcazioni
ferme per protesta e quelle del Tirreno interessate dal fermo biologico. A complicare il quadro, in Molise, anche i blocchi degli autotrasportatori che hanno impedito le consegne di pesce fresco verso la Campania. “Ci siamo dovuti fermare già da ieri perché i camion con pesci, molluschi e crostacei sono rimasti bloccati e non sono riusciti ad arrivare a destinazione”, spiega Domenico Guidotti di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Molise. A Termoli, inoltre, il gasolio è mancato anche nell’unico distributore del porto.
Sirene spiegate e pescherecci fermi anche in altri porti italiani non solo contro il caro-gasolio ma anche contro le politiche europee che riducono i giorni di pesca e moltiplicano gli obblighi a carico delle imprese. La mobilitazione, nata autonomamente nelle marinerie e con epicentro nell’Alto Adriatico, denuncia una crisi che mette a rischio la sostenibilità economica del settore. Confcooperative Agroalimentare e Pesca mappa la situazione nelle
marinerie di Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche e Molise. Secondo le stime di Confcooperative, per un peschereccio a strascico di medie dimensioni il rincaro del gasolio comporta fino a 45mila euro di spese aggiuntive all’anno: su consumi stimati in 180mila litri, la spesa annuale è salita da 144mila a 189mila euro.
Stefania Losito