È stato lungo e commosso l’applauso che a Bisceglie, nella sesta provincia pugliese, ha salutato l’uscita del feretro di Alicia Amoruso, la 12enne travolta e uccisa lunedì pomeriggio da un albero abbattuto dal forte vento. Centinaia le persone presenti all’interno e all’esterno della chiesa di Santa Caterina. A celebrare le esequie è stato l’arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, monsignor Leonardo D’Ascenzo, che ha abbracciato i genitori della ragazza, seduti accanto alla bara bianca per tutta la durata della funzione.
“La morte, seppur dolorosa e drammatica”, ha ricordato monsignor D’Ascenzo durante la sua omelia, “non è la conclusione definitiva della vita di una persona, ma il passaggio alla vita eterna, alla vita del paradiso”. L’arcivescovo si è poi rivolto agli amici di Alicia, sottolineando l’importanza della vita come dono prezioso e fragile. “Agli amici di classe di Alicia, a quelli del catechismo, dello sport”, ha concluso, “dico: non dimenticate mai Alicia. Ci ricorda sempre che la vita è un dono prezioso e fragile, ma è limitata. Per questo è da vivere sempre al meglio”. Al termine della funzione una delle sorelle di Alicia ha voluto ricordarla con una lettera commossa: “Sei stata una persona immensa che mi ha lasciato tante cose e spero di averlo fatto anch’io”.
All’uscita del feretro dalla chiesa gli alunni e le alunne del corso musicale della scuola media “Monterisi”, la stessa che Alicia frequentava, hanno intonato le note di “Fratello sole, sorella luna” di San Francesco d’Assisi. Tanti i messaggi di cordoglio scritti da amici e conoscenti della ragazza su bigliettini e palloncini. Assente, come da richiesta dei familiari, l’amministrazione comunale, che per tutta la giornata di oggi ha indetto il lutto cittadino.
Vincenzo Murgolo