Nessuna emergenza carburante negli aeroporti pugliesi. Lo fa sapere Aeroporti di Puglia dopo che era stata segnalata la mancanza di carburante nell’aeroporto brindisino almeno fino a mercoledì mattina a mezzogiorno. “Gli aeromobili provenienti da Milano, Bologna e Venezia hanno fatto rifornimento a Brindisi riducendo significativamente la scorta, che verrà comunque ripristinata nella giornata di domani mattina (mercoledì 7 aprile, ndr)”. “Si tratta di effetti indiretti connessi alle problematiche registrate da altri scali” spiega il presidente Antonio Maria Vasile, secondo il quale “al momento non c’è alcuna emergenza per quanto riguarda la disponibilità di carburante negli scali pugliesi. La situazione è sotto controllo, anche e soprattutto a Brindisi e non c’è alcun motivo per creare preoccupazioni o allarmismi”. “Le forniture di carburante continuano regolarmente – aggiunge il presidente Adp – e non c’è alcun rischio di carenza imminente. Aeroporti di Puglia sta gestendo la situazione con la professionalità di sempre e attraverso un monitoraggio costante, in modo da garantire che tutto proceda normalmente”.
Dopo il primo allarme di sabato in quattro scali, era arrivato un nuovo avviso dei Notam, i bollettini aeronautici, per quello di Brindisi: le compagnie non potranno farvi rifornimento e dovranno calcolare la quantità di carburante sufficiente dall’aeroporto precedente per le tratte di volo successive. Sono disponibili “quantità limitate”, si legge nel documento, e saranno concesse solo per i voli statali, quelli di scoorso e ospedalieri. Ma paletti al carburante sono
previsti anche per Reggio Calabria e Pescara.
Nei giorni scorsi l’operatore Air Bp Italia, che fa parte del colosso britannico dei carburanti, aveva annunciato una distribuzione contingentata per i voli sugli aeroporti di Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna. Per alcuni si tratta dei
primi effetti del blocco dello Stretto di Hormuz, anche se l’Enac si era affrettato a garantire che le limitazioni fossero
in realtà la conseguenza del traffico più intenso che sempre si registra durante le feste di Pasqua.
L’Europa importa il 30% del carburante e alcune compagnie, come Ryanair e Lufthansa, hanno già avvisato sulle conseguenze nel caso il conflitto e il blocco del petrolio trasportato nel Golfo Persico dovesse estendersi fino a maggio o a giugno. Problemi peraltro sono stati già registrati in alcuni scali dell’Asia, il continente verso il quale è destinata la maggior parte del greggio che attraversa Hormuz.
Secondo Assoviaggi di Confesercenti “il turismo organizzato sta continuando a subire una doppia penalizzazione: carburante su livelli molto elevati e un dollaro forte rispetto all’euro, fattori che incidono direttamente sui costi del trasporto aereo e, di conseguenza, sull’offerta dei pacchetti di viaggio”.
Ma è caro-prezzi: un volo può arrivare a costare fino all’8% dell’intera vacanza, avverte il Codacons, e le polizze non coprono tutti i rischi, oltre a prevedere franchigie, massimali ed esclusioni.
L’assicurazione, dietro ben motivata rinuncia al viaggio, rimborsa le spese sostenute per acquisto di voli, strutture
ricettive, penali di agenzie di viaggio o tour operator, e servizi turistici già pagati. Mentre in caso di cancellazione
del volo per decisione della compagnia aerea, come nel caso di carenze di carburante, la normativa comunitaria stabilisce che il passeggero ha diritto al rimborso del prezzo del biglietto o alla riprotezione su un altro volo.
Stefania Losito