Il credito alle imprese riceve segnali positivi, ma solo per il 2% e per le realtà con più di 20 dipendenti. A denunciarlo è l’Ufficio studi della Cgia, l’associazione artigiani e piccole imprese del mezzogiorno. Queste realtà, tra marzo 2026 e lo stesso mese del 2025, hanno beneficiato di maggiori finanziamenti per 14,5 miliardi di euro. Al contrario, le imprese di minori dimensioni – quelle con meno di 20 addetti – hanno visto ridursi il credito disponibile di 4,7 miliardi”. Per la Cgia, il problema e’ che a essere escluse dal sostegno creditizio sono proprio quelle realta’ che rappresentano la spina dorsale del sistema produttivo italiano: i lavoratori autonomi, gli artigiani, i piccoli commercianti e le micro imprese costituiscono il 98% delle aziende presenti nel Paese e, al netto degli occupati nel pubblico impiego, danno lavoro a oltre la meta’ degli italiani.
Se il credito torna a crescere, ma continua a farlo a due velocità, non raggiungendo chi ne avrebbe piu’ bisogno, il rischio e’ quello di alimentare un’economia nella quale i piccoli restano sempre piu’ ai margini. Undici regioni italiane su 20 subiscono una flessione nell’erogazione del credito alle imprese”. Le regioni che hanno registrato gli aumenti piu’ significativi dei prestiti alle imprese sono la Sicilia, la Calabria e il Lazio.
Stefania Losito