Soltanto due italiani su dieci hanno modificato il loro programma di viaggio per le festività pasquali a causa della guerra in Medioriente: il 22% ha modificato i propri piani per le prossime vacanze, mentre un ulteriore 27% resta in attesa di sviluppi internazionali prima di decidere. Emerge dall’osservatorio Confturismo Confcommercio e Swg. Nonostante ciò, saranno oltre 9 milioni gli italiani che partiranno. Un dato in lieve calo rispetto al 2025, complice anche la programmazione più lenta.
Chi partirà per Pasqua rimarrà prevalentemente in Italia (l’84%), il 9% sceglierà l’Europa e solo il 7% si spingerà più lontano.
La crisi del Medio Oriente impatta però in modo pesantissimo sulle tariffe aeree: per volare da nord a sud Italia durante
le feste di Pasqua si spende su alcune tratte fino al 60% in più rispetto alle festività del 2025. Lo afferma Assoutenti, che ha confrontato i prezzi di oggi con quelli praticati lo scorso.
La ricerca analizza in particolare l’andamento delle tariffe per i voli nazionali nel periodo 2025/2026 praticate nelle due
settimane a cavallo di Pasqua. In media i prezzi dei biglietti crescono del 13,6%, con forti differenze a seconda della tratta, spiega l’associazione. Il rincaro più elevato si registra sul collegamento Milano Malpensa-Brindisi: partendo venerdì 3 aprile e tornando martedì 7 aprile, il costo del biglietto sale del 60% rispetto all’identico viaggio nella Pasqua del 2025 (partenza venerdì, ritorno martedì). Nelle stesse date per volare da Genova a Catania l’aumento sfiora il 36%, +35% il rincaro sulla tratta Venezia-Brindisi, +28% sulla Torino-Brindisi, +25% sulla Milano Linate-Cagliari. Si spende il 23% in più per volare da Bologna a Palermo, +22% da Venezia a Catania.
Stefania Losito