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Fisco: entro fine giugno gli imprenditori italiani verseranno 22,9 miliardi di euro all’erario. Al Sud più evasori

Entro fine giugno, gli imprenditori italiani dovranno versare al fisco 22,9 miliardi di euro. “E’ uno degli adempimenti più impegnativi dell’anno”, osserva l’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, l’associazione artigiani e piccole imprese, che ha analizzato i dati. “Tra il pagamento dell’Ires dell’Irap e dell’Irpef, il sistema produttivo deve reperire quasi un punto di Pil e riuscire a trovare queste risorse non sarà semplice”, spiegano i ricercatori. Anche perché si tratta di “una fase in cui molte imprese devono fare i conti con una liquidità sempre più limitata” e “non si può escludere che numerosi contribuenti scelgano di rinviare il versamento al prossimo 30 luglio. Una possibilità consentita dalla normativa, ma che comporta – ad eccezione di molte microimprese – un aggravio dello 0,4 per cento sull’importo dovuto”.

“Giugno – ricorda una nota – si conferma, ancora una volta, uno dei mesi piu’ pesanti dell’anno sul fronte fiscale. A pochi giorni dalla scadenza prevista per martedi’ prossimo, infatti, molti imprenditori sono alle prese con la difficile ricerca delle risorse necessarie per far fronte agli adempimenti tributari. Per questo motivo, lo scorso 22 maggio e’ entrata in vigore una misura che consente alle attivita’ economiche soggette agli ISA (Indici Sintetici di Affidabilita’ fiscale), con un fatturato non superiore a 5,1 milioni di euro, di effettuare i versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei
redditi entro il 20 luglio senza alcuna maggiorazione”. In alternativa, viene spiegato, “il pagamento potra’ essere effettuato entro il 19 agosto applicando una maggiorazione dello 0,8 per cento”. Si tratta, secondo stime della Cgia, “di un provvedimento di grande rilevanza per milioni di piccolissime attivita’ e lavoratori autonomi interessati dagli ex studi di settore, che tuttavia non estende i suoi effetti a tutte le altre categorie imprenditoriali.
Da non trascurare il tema dell’evasione fiscale, che pesa maggiormente su chi invece le tasse le paga: gli infedeli fiscali sono a sud più che a nord. Al primo posto la Calabria, con un’evasione del 20,4%, segue la Puglia con il 18,5%, la Sicilia con il 18 e la Campania con il 17,9.  Secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), ricorda infine la Cgia, “l’evasione fiscale in Italia ammonta a 107 miliardi di euro” e “in buona sostanza la percentuale di evasione (vale a dire gli euro sottratti al fisco ogni 100 incassati) è al 12,1”.

Stefania Losito

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