Le chiacchiere, dolce tradizionale, producono un giro d’affari di 900 milioni
Due milioni di visitatori in giro per il carnevale in tutta Italia, mezzo miliardo di euro tra pernottamenti e indotto nelle sole giornate del giovedì grasso e del martedì grasso. A stimarlo un’indagine Cna condotta tra le imprese associate alla Confederazione coinvolte direttamente e indirettamente nelle attività carnevalesche. Il Carnevale si conferma uno dei principali appuntamenti del fuori stagione turistico e un importante volano economico. Turisti, dolci tipici e maschere muovono oltre 1,5 miliardi di euro.
Con un movimento economico stimato di oltre 200 milioni di euro, Venezia rimane la meta principale del periodo carnevalesco. A seguire Viareggio che “vale” circa 80 milioni di euro. Numeri significativi anche per le altre località simbolo del Carnevale a partire da Ivrea e Fano, poi Putignano, Cento, Acireale, Sciacca, Sappada e Mamoiada.
Ammonta, invece, a circa 900 milioni il giro d’affari dei dolci tipici del Carnevale con un costante aumento negli ultimi anni e in vendita già dalla metà di gennaio. Le chiacchiere, nelle varie denominazioni, sono ormai il dolce della tradizione nazionale del Carnevale. Chiacchiere in Puglia, Lombardia, Piemonte, Campania e Sicilia, frappe nel Lazio, cenci in Toscana, bugie in Liguria, ciarline in Emilia, fiocchetti in Romagna, crostoli in Friuli-Venezia Giulia.
Nel business anche le maschere che restano protagoniste assolute: dai classici Arlecchino, Pulcinella e Colombina ai costumi dei personaggi dei cartoni animati più amati dai circa 8 milioni di bambini delle scuole dell’infanzia ed elementari, i travestimenti movimentano un mercato che vale complessivamente 180 milioni di euro.
Stefania Losito
(foto in copertina dal Carnevale di Putignano 2025)