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Inchiesta clan Moccia: Finocchio e Guido negano ogni accusa davanti ai giudici nell’interrogatorio di garanzia

Ha respinto tutte le accuse durante l’interrogatorio di un’ora e mezza, Pasquale Finocchio, l’ex vicepresidente del consiglio comunale di Bari, arrestato il 20 aprile scorso per presunti legami con il clan camorristico Moccia. Finocchio, assistito dall’avvocato Roberto Eustachio Sisto, si e’ sottoposto oggi da remoto a interrogatorio di garanzia dinanzi alla gip del Tribunale di Napoli Maria Luisa Miranda.
E’ accusato di traffico di influenze illecite con aggravante mafiosa per aver agevolato, secondo gli inquirenti, l’espansione nel 2017 del braccio economico del clan Moccia in Puglia, l’azienda per il recupero di olio esausto ‘Soloil Italia’. Nell’interrogatorio Finocchio ha spiegato di non aver mai saputo e di non essere mai stato in condizioni di capire che l’imprenditore che gli aveva chiesto aiuto, Francesco Di Sarno (finito in carcere nell’ambito della stessa inchiesta), ritenuto affiliato al clan e uomo di fiducia di Antonio Moccia, avesse rapporti, in Campania, con la Camorra.
La difesa di Finocchio valuterà nei prossimi giorni se fare istanza di revoca degli arresti domiciliari o se fare ricorso al Riesame.

Anche il consigliere del Comune di Lecce Andrea Guido, 44enne, ai domiciliari da sei giorni con l’accusa di corruzione aggravata dall’aver agevolato i Moccia, ha negato ogni accusa della procura napoletana. Anche lui è stato sentito stamani nell’interrogatorio di garanzia in videoconferenza. L’indagato, assistito dagli avvocati Ivan Feola e Andrea Sambati, ha risposto alle domande della giudice del tribunale di Napoli Maria Luisa Miranda, dichiarando di non aver preso mai neppure un euro dal clan, tra l’aprile e l’agosto del 2017, quand’era assessore all’Ambiente con l’allora sindaco di centrodestra, Paolo Perrone. Stando alle accuse, l’accordo corruttivo prevedeva la consegna di 5mila euro (nei fatti poi 4mila euro) al politico leccese in cambio dell’affidamento del servizio di raccolta dell’olio di origine alimentare esausto a Lecce e negli altri comuni che rientravano nel consorzio ARO 1 all’azienda Soloil. Guido ha ammesso di aver incontrato i rappresentanti dell’azienda ma di non sapere del collegamento tra loro e il clan Moccia.

Stefania Losito

 
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