La produttrice bolognese: “L’Italia non sostiene abbastanza la cultura”
Sono sei le statuette che si è aggiudicato il film “Una battaglia dopo l’altra”, alla cerimonia dei premi Oscar in scena al Dolby Theatre per la 98esima edizione. E’ il miglior film, ma non solo: tra le statuette vinte, una è andata, come miglior attore non protagonista, a Sean Penn che non si è presentato alla cerimonia, come già accaduto in passato. Stavolta ha preferito un nuovo viaggio in Ucraina, un Paese del quale sostiene la battaglia contro l’invasione russa, tanto da aver regalato in passato a Volodymir Zelensky uno dei suoi Oscar. Poi ancora miglior film e miglior regia di Paul Thomas Anderson, lo stesso che ha felicemente diretto “Il petroliere”, nel 2008, portando a casa due Oscar. Michael B. Jordan ha conquistato la statuetta con “Sinners – I peccatori”, di Ryan Coogler, lasciando a bocca asciutta Leonardo Di Caprio e Timothée Chalamet, dati per rivali e possibili vincitori. Del resto, lo stesso Jordan, nel discorso, ha detto: “Sogna in grande, sii gentile”.
Valentina Merli è l’unica italiana non solo ad aver vinto un Oscar alla 98 edizione degli Academy awards, ma è anche
l’unica candidata. Vince come produttrice di minoranza del corto live action di “Two People Exchanging Saliva”, premiato ex aequo con “The singers”). “Questa statuetta è pesante, ma me la sento bene in mano, non la mollo più, nemmeno per un momento!”, ha commentato. “Mi dispiace che l’Italia sia assente. Eppure abbiamo una tradizione così solida e ammirata in tutto il mondo. Abbiamo registi, attori e tecnici fantastici. Penso che il cinema – come tutta la cultura – non sia abbastanza sostenuto in Italia”.
Senza sorprese la statuetta per la migliore attrice protagonista: è andata all’irlandese Jessie Buckley per “Hamnet” mentre Amy Madigan ha vinto come migliore non protagonista per l’horror “Warriors”. Scontato anche l’Oscar alla miglior canzone originale, “Golden” di “KPop Demon Hunters”.
Niente politica al Dolby Theatre, il conduttore Conan O’ Brien ha scherzato sulla minaccia dell’intelligenza artificiale a
Hollywood affermando di essere “l’ultimo conduttore umano degli Academy Awards” e affrontato il caso Epstein col guanto di velluto: “Nessun attore britannico candidato, è la prima volta dal 2012. Loro però arrestano i loro pedofili”.
Un accenno più profondo alla politica arriva da Javier Bardem, salito sul palco con lo slogan “No to War and Free Palestine”, così presentando i candidati al miglior film internazionale nella più esplicita presa di posizione politica alla cerimonia. Anche se resta il rumore più forte quello dell’assenza, in segno di protesta, di Sean Penn.
Ecco tutti i premi della alla 98/a edizione degli Academy Awards:
– Oscar per il miglior film alla 98/a edizione degli Academy Awards va a Una battaglia dopo l’altra.
– Oscar come miglior attrice protagonista va a Jessie Buckley per Hamnet
– Oscar come miglior attore protagonista va a Michael B. Jordan per Sinners – I peccatori
– Oscar per la migliore regia: a Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra
– Oscar per il miglior film internazionale: va a Sentimental Value di Joachim Trier
– Oscar come miglior attore non protagonista: Sean Penn per Una battaglia dopo l’altra
– Oscar come miglior attrice non protagonista: Amy Madigan per Weapons
– Oscar per i migliori effetti visivi: a Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett per Avatar: Fuoco e cenere
– Oscar per la migliore scenografia: a Tamara Deverell e Shane Vieau per Frankenstein
– Oscar per la migliore sceneggiatura originale: a Ryan Coogler per Sinners
– Oscar per la migliore sceneggiatura non originale: a Paul Thomas Anderson per Una Battaglia dopo l’altra
– Oscar come miglior film animato: KPop Demon Hunters
– Oscar per la migliore canzone originale va a “Golden” da K Pop Demon Hunters. Gli autori del brano sono Ejae, Mark Sonnenblick, Joong Gyu Kwak, Yu Han Lee, Hee Dong Nam, Jeong Hoon Seon e Teddy Park
– Oscar come miglior corto animato: The Girl Who Cried Pearls
– Oscar per i migliori costumi; Kate Hawley per Frankenstein.
– Oscar per il miglior trucco e acconciature: a Mike Hill, Jordan Samuel and Cliona Furey per Frankestein
– Oscar al miglior casting: Cassandra Kulukundis per Una battaglia dopo l’altra
– Oscar per il miglior corto documentario: a All the Empty Rooms di Joshua Seftel e Conall Jones
– Oscar per la migliore colonna sonora: a Ludwig Goransson per Sinners – I peccatori
– Oscar per il miglior sonoro: va a Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary A. Rizzo e Juan Peralta per F1 – Il Film
– Oscar al miglior montaggio: a Andy Jurgensen per Una battaglia dopo l’altra
– Oscar per la miglior fotografia: a Autumn Durald Arkapaw per Sinners – I peccatori.
Stefania Losito