L’esercizio fisico, anche leggero, è associato a un rischio di morte inferiore, soprattutto per le persone con diverse condizioni di salute. Lo ribadisce uno studio, pubblicato sul Journal of the American Heart Association, condotto dagli scienziati della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora. Il team, ha valutato l’effetto di attivita’ fisica leggera, come camminare o svolgere le faccende domestiche. I ricercatori hanno coinvolto 7.200 adulti con e senza sindrome cardiovascolare-renale-metabolica (CKM), una condizione di salute che comprende malattie cardiache, disturbi renali, diabete e obesità. Gli scienziati hanno scoperto che un’ora di attivita’ fisica leggera al giorno era associata a un rischio di morte dal 14 al 20 per cento piu’ basso. Ad oggi, riportano gli autori, quasi il 90 per cento degli adulti statunitensi presenta almeno una componente della sindrome CKM, che include ipertensione, colesterolo e lipidi anomali, glicemia alta, sovrappeso e ridotta funzionalita’ renale. Questi fattori aumentano il rischio di infarto, ictus e insufficienza cardiaca. “Le attivita’ a bassa intensita’ – scrivono gli autori – offrono un’ottima opportunita’ per promuovere il dispendio energetico, il movimento e la circolazione”. Essendo un lavoro osservazionale, precisano gli esperti, questa ricerca consente solo di evidenziare associazioni, e non permette di stabilire un rapporto di causa ed effetto. Saranno pertanto necessari ulteriori approfondimenti, concludono gli scienziati, per chiarire e contestualizzare meglio questi risultati.
Michela Lopez