Vacanze in Italia per 36 milioni di cittadini del Belpaese: da un’analisi di Ixé condotta per Coldiretti, è emerso che durante l’estate 2026 gli italiani si concederanno almeno un giorno di ferie, con una netta preferenza per le mete nazionali e un ritorno del turismo di prossimità sotto l’effetto di guerre e rincari.
La durata media della vacanza sarà di 10 giorni, anche se per oltre un quarto durerà tra 4 giorni e una settimana. Un ulteriore 25% si concederà da una a due settimane, mentre solo l’1% potrà permettersi una pausa superiore al mese. Il 15%, invece, si limiterà a un massimo di tre giorni.
Secondo Coldiretti/Ixé la destinazione preferita resta il mare, al secondo posto la montagna, poi la campagna e le città d’arte. Per il soggiorno prevalgono alberghi e bed & breakfast, seguiti dalle seconde case e dalle abitazioni di parenti e amici.
A pesare sulle scelte, quest’anno, la crisi geopolitica. A causa della guerra in Iran, sette milioni di italiani rinunciano ai viaggi all’estero per restare nei confini nazionali, riscoprendo il turismo di prossimità come alternativa pratica e sostenibile, racconta Coldiretti. Nella stragrande maggioranza dei casi (77%) la scelta è legata al caro prezzi, a partire da quello dei voli, oltre all’energia, ma c’è anche un 18% preoccupato dagli sviluppi della situazione internazionale e delle guerre che di fatto sconsigliano tutta una serie di mete a partire da quelle mediorientali, mentre un altro 5% adduce altri motivi.
Nella scelta del turismo di prossimità, cresce l’interesse per forme di vacanza più sostenibili e legate al territorio. Pensiamo, ad esempio, all’agriturismo che continua a rafforzare il proprio appeal grazie a una rete di oltre 26mila
strutture distribuite lungo la penisola, capaci di coniugare ospitalità, natura e tradizioni locali.
A trainare il settore, secondo Campagna Amica e Terranostra, è soprattutto la domanda di esperienze autentiche, che affiancano al soggiorno attività legate alla scoperta delle produzioni agroalimentari, la cosiddetta vacanza esperienziale. In cima alle preferenze resta l’enoturismo – rileva la Coldiretti – ma registrano un interesse crescente anche il birraturismo, l’oleoturismo e i percorsi dedicati ai formaggi e alle altre eccellenze del territorio. In questo periodo gli ospiti hanno inoltre la possibilità di vivere l’esperienza da vicino di momenti importanti dei cicli stagionali di molte produzioni, come la trebbiatura del grano o la raccolta della frutta.
Stefania Losito