Il conflitto in Medioriente spinge il gas a un balzo delle tariffe: considerando solo le migliori offerte a prezzo fisso presenti oggi sul mercato libero, salgono in media del +13% rispetto allo scorso gennaio, con un incremento di 180 euro. In alcuni casi si raggiungono picchi del 45%. Lo afferma Assium, l’associazione italiana degli Utility manager, che ha svolto una indagine per monitorare l’andamento delle offerte relative alle forniture di gas.
L’impennata delle quotazioni energetiche – rileva lo studio – ha già avuto anche un secondo effetto: ha portato le società fornitrici a tagliare in modo drastico le offerte a prezzo fisso a disposizione dei consumatori.
Il primo dato che emerge è come il numero di offerte a prezzo fisso si sia drasticamente ridotto: in media in ogni città si contano circa 350 offerte di contratti a prezzo fisso, meno di un terzo rispetto alle circa 1.100 proposte a prezzo variabile. Nel settore domestico solo il 17% delle offerte disponibili – escludendo le “placet” equiparate a condizioni di tutela – sono a prezzo fisso; per il settore delle Pmi la situazione è ancora più critica, con appena il 7% di offerte a prezzo fisso (non placet): “Questo significa – secondo l’Associazione – che per le aziende è quasi impossibile oggi bloccare il prezzo, restando così esposte a ogni minima oscillazione del mercato”.
Stefania Losito