Pasqua più salata per gli italiani quest’anno. Non solo l’uovo di cioccolato, ma costano di più anche la carne di agnello
e i principali prodotti consumati in questa festività. Certamente il caro-gasolio influisce sui rincari dei listini al dettaglio, soprattutto per i prodotti freschi, che costrigono 9 italiani su dieci a risparmiare. In particolare, sulla spesa alimentare si ricercano offerte e promozioni (48%) e si pone più attenzione per ridurre gli sprechi (35%) ma quasi un italiano su 4 (23%) ha diminuito la quantità di prodotti alimentari acquistati e il 16% ha diminuito anche la ricerca di qualità.
E’ seria la situazione per il settore ittico, stretto tra l’impennata dei costi operativi dovuti al caro-gasolio e al cattivo tempo, che ha registrato aumenti sul pescato tra il 10 e il 15% rispetto a un mese fa, oltre a subire una flessione di più del 40% delle potenziali uscite in mare.
Secondo l’analisi realizzata da Confcooperative Fedagripesca, produzione e consumi hanno registrato un calo fino al 25%, contro il consueto +30% degli anni precedenti.
Prezzi più alti, avverte Codacons, anche per i dolci tipici: le uova di cioccolato nei supermercati e nei negozi alimentari, al netto di offerte e promozioni, registrano ritocchi al rialzo rispetto allo scorso anno dal +6% fino al +10% (per alcuni marchi), mentre va meglio per le colombe con rincari rispetto al 2025 attorno al +3%. Ma i rincari delle uova di Pasqua, tuttavia, non dipendono dalla guerra in Medio Oriente, spiega il portavoce Codacons, Stefano Zerbi: “Nonostante il calo delle quotazioni del cacao, i dolci a base di cioccolato continuano a costare di più perché prodotti venduti oggi nei supermercati sono stati realizzati dalle industrie alimentari con la materia prima acquistata nei mesi scorsi a prezzi elevatissimi. L’effetto Iran si avverte invece sulle altre spese alimentari di Pasqua delle famiglie: i fortissimi rialzi del gasolio e l’aumento dei costi di logistica hanno portato a rincari dei listini al dettaglio soprattutto per i prodotti freschi, dalla carne alle uova passando per frutta e verdura, beni che, come noto, viaggiano su gomma e risentono in modo diretto dei maggiori costi di trasporto”.
Proprio i prodotti freschi delle feste registrano i maggiori rincari, rileva Bmti: il prezzo degli agnelli da carne rilevato
nei listini delle Camere di commercio ha mostrato una crescita rispetto allo scorso anno fino al +20%. Aumentato in modo più contenuto, del +5%, anche il prezzo all’ingrosso della carne di coniglio. Rialzo sostenuto, invece, per i prezzi delle uova da consumo: l’aumento rispetto alla settimana precedente la Pasqua 2025 è del +18%.
Stefania Losito