Quasi otto infortuni in monopattino su dieci sono conseguenze di cadute singole, senza coinvolgimento di altri veicoli ma per la strada sconnessa, la pavimentazione irregolare, o per distrazioni come l’uso del cellulare o del navigatore. Alla guida, 7 volte su 10 ci sono uomini, l’età media è di 30 anni e in meno dell’8% dei casi viene utilizzato il casco. Lo studio, pubblicato su Journal of Orthopaedic Reports, analizza per la prima volta in modo sistematico gli infortuni nel centro storico di Roma e mette in guardia da un “impatto rilevante sui pronto soccorso”. Alla guida, 7 volte su 10 ci sono uomini, l’età media è di 30 anni e in meno dell’8% dei casi viene utilizzato il casco. Gli incidenti si concentrano nei mesi caldi, con un picco a settembre e il venerdì come giorno più critico.
L’indagine, condotta dall’associazione degli Ortopedici e Traumatologi ospedalieri d’Italia (Otodi), ha preso in esame gli accessi in pronto soccorso in due trauma center di Roma.
Nell’arco di tempo che va tra il 2018, anno della prima autorizzazione dei servizi in sharing, fino al 2024, sono stati registrati 441 pazienti di cui il 71% uomini e il 70% tra i 15 e i 35 anni; il 63% degli infortuni è stato tra giugno e settembre. Solo 36 utenti su 441 indossavano il casco. Dal punto di vista delle conseguenze, il 24% dei pazienti ha riportato lesioni a testa e volto; il 79% ha richiesto valutazione specialistica, più di frequente per fratture o lussazioni di polso, radio, clavicola, caviglia e tibia.
“Preoccupa il basso uso del casco e l’elevato numero di fratture che richiedono interventi chirurgici, con un impatto anche sui costi del Servizio sanitario nazionale“, sottolineano gli autori, Marco Mugnaini, presidente di Otodi e Andrea Fidanza, presidente degli ortopedici under40.
Secondo i dati Aci-Istat, in Italia si registrano ogni anno migliaia di incidenti legati ai monopattini elettrici, con decine di morti, in aumento costante. Per affrontare questa emergenza, il nuovo Codice della Strada 2025 introduce casco obbligatorio, limiti di velocità, assicurazione, targa, divieto di trasporto passeggeri. Ma, conclude lo studio, le regole non bastano: “servono infrastrutture più sicure, manutenzione stradale, eventuali corsie dedicate e più responsabilità individuale”.
Stefania Losito