Ci sono anche le Caritas di Conversano-Monopoli, nel Barese, e Tricarico, nel Materano, tra le strutture diocesane che accoglieranno i 63 rifugiati in arrivo nelle prossime ore a Fiumicino da Yemen, Sudan, Iraq e Somalia. Il progetto dei corridoi umanitari reso possibile dalla Caritas anche grazie al sostegno della Conferenza Episcopale Italiana, attraverso l’8 per mille alla Chiesa cattolica, servirà a sostenere l’integrazione sociale e lavorativa di famiglie con fragilità.
Si tratta di persone vulnerabili che, dopo oltre sei mesi di attesa e di complesse procedure necessarie a garantire un’uscita sicura dalla Giordania, potranno iniziare in Italia un nuovo cammino di vita e di speranza.
L’arrivo all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino segna il compimento di un lavoro silenzioso e delicato, frutto della collaborazione tra organizzazioni umanitarie, Governo italiano e autorità dei Paesi di primo asilo.
Ad accogliere i nuclei familiari saranno le Caritas diocesane coinvolte nel progetto, pronte ad accompagnare le persone verso le destinazioni finali. Hanno aderito con generosità anche le diocesi di Vittorio Veneto, Fano, San Marco Argentano, Messina, Verona, Milano, Oppido Mamertina-Palmi, Perugia, Como, Vigevano e l’Eparchia di Piana degli Albanesi, che si sono attivate fin da subito per offrire accoglienza diffusa e percorsi concreti di inclusione, insieme alle comunità locali.
Come ha sottolineato il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello: “I corridoi umanitari non hanno la pretesa di risolvere da soli il dramma che accompagna le migrazioni forzate, ma testimoniano con chiarezza che un’altra strada esiste ed è praticabile. Sono una via concreta che nasce dal desiderio di costruire percorsi sicuri e dalla volontà di mettere al centro la dignità della persona”.
Stefania Losito