Incoraggianti i dati dell’ultimo report
L’iter per il completamento delle Case di Comunità, le nuove strutture sanitarie territoriali che dovrebbero garantire una assistenza più rapida e vicina ai cittadini e di far calare la pressione sui pronto soccorso degli ospedali, fa segnare un importante passo in avanti. L’ accelerata impressa dalla giunta Decaro, che a febbraio ha istituto una task force formata da tecnici del Dipartimento Salute e dell’ agenzia strategica Asset per completare i lavori, sembra aver funzionato. Secondo l’ultimissimo report della Regione, che possiamo anticipare, su 120 Case di Comunità programmate, a fine maggio saranno completati i lavori di 77. Entro fine giugno saranno 111 quelle terminate e altre 4 dovrebbero essere completate a fine luglio. Fuori dai finanziamenti del Pnrr (256 milioni destinati alla sanità territoriale) ne rimarrebbero dunque solo 5, salvo proroghe dei termini. Il paradosso è però che molte avranno difficoltà ad entrare in funzione per mancanza di personale. Per questo la Regione ha stanziato fondi per formare circa 1.200 Infermieri di Famiglia e Comunità che dovranno costituire il fulcro operativo dei servizi territoriali. Insomma ora serve investire sul personale. Secondo il presidente del Sindaco dei medici italiani (SMI), Ludovico Abbaticchio, sarà però necessario rivedere l’intera organizzazione dell’assistenza territoriale, mettendo insieme diverse figure professionali che però già sono carenti numericamente, per non trasformarle in “cattedrali nel deserto”.
Mauro Denigris