Grazie al fermo pesca i ricci di mare crescono, non solo nel numero, ma anche nelle dimensioni. È quanto emerge dalla campagna di monitoraggio 2025 condotta lungo le coste del Salento dai ricercatori del laboratorio di Zoologia e Biologia marina del dipartimento di Scienze e Tecnologie biologiche e ambientali dell’Università del Salento che hanno scandagliato due ettari di fondale marino nei primi dieci metri di profondità, dal litorale brindisino a quello di Taranto.
Dai controlli è emersa la presenza di cinquemila esemplari di riccio di mare, con una densità media di lieve crescita rispetto al 2023. Ma è in aumento anche la taglia media degli esemplari, passata da un diametro di 3,41 centimetri del 2023 a 3,68 nel 2025.
Per Stefano Piraino, direttore del Dipartimento e responsabile del Laboratorio, non ci sono dubbi: “La moratoria regionale – ha detto – sta producendo effetti concreti sulla struttura demografica della popolazione, ma servono dati su scala regionale e una continuità del monitoraggio che a oggi non possiamo ancora garantire”.
Da qui la proposta del Dipartimento di prorogare il fermo pesca fino almeno al 31 marzo 2027, con la possibilità di valutare finestre temporali di prelievo limitato e riservate esclusivamente ai pescatori professionisti in possesso di regolare licenza.
A proposito del ruolo dei pescatori, viene aggiunto nella nota, “andrebbero coinvolti nelle future campagne di monitoraggio, valorizzando la loro conoscenza empirica dei fondali salentini e trasformandoli in sentinelle del mare” anche contro la pesca abusiva.
Gianvito Magistà