C’è un farmaco che è il più conveniente al mondo, costa meno e fa stare meglio di tutti: è lo sport. Al Foro Italico di Roma, in un’atmosfera di festa per gli Internazionali di tennis, è stato presentato il report di Sport e Salute: si tratta di uno studio sul rapporto tra attività sportiva e sanità. “Lo sport è la medicina del futuro, il farmaco preventivo più conveniente al mondo”, dicono i vertici della società per azioni, partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che gestisce lo sviluppo dello sport in Italia.
I dati – raccolti in collaborazione con il ministero della Salute e l’Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali – hanno evidenziato due aspetti principali: la capacità dello sport di ridurre l’incidenza delle malattie non trasmissibili e la convenienza per lo Stato. Negli ultimi anni, grazie all’attività sportiva sono stati evitati 3.971 casi di diabete, 8.698 cardiopatie e, soprattutto 92.817 casi di ansia e depressione. Un risparmio per il Sistema Sanitario Nazionale al punto da calcolare che, per ogni euro investito, ne rientrano 2,24 euro.
Secondo lo studio, investire nell’attività fisica non è un costo ma una leva strategica capace di generare salute e risparmi concreti per il sistema sanitario. L’aumento dei livelli di attività fisica ha contribuito a evitare migliaia di nuovi casi di patologie croniche e mentali. L’impatto più marcato si osserva nell’ambito della salute mentale: ansia e depressione mostrano una netta riduzione con un risparmio che supera i 74 milioni di euro. Anche la demenza registra un calo significativo, con 3.289 casi in meno e oltre 68 milioni di euro di rientro.
Un dato rimarcato dal presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma: “Abbiamo dei numeri che sono reali che raccontano di persone che fanno sport e di investimenti dello Stato. In questi ultimi anni sono stati investiti tre miliardi e 160 milioni per una platea di 12 milioni di persone. I cittadini hanno capito che lo sport è un investimento per il loro benessere. Un dato mi ha colpito: abbiamo circa 93mila casi di depressione in meno. Lo sport è la medicina a più basso costo per lo Stato”, ha detto con orgoglio davanti al ministro dell’Economia. Giorgetti. E il responsabile del dicastero delle Finanze ha parlato dell’importanza di “Sport e Salute”, rivendicandone la paternità. “La sua nascita fu letta come un tentativo della politica di mettere le mani sullo sport, oggi vediamo che non è così – racconta Giorgetti – La rilevanza dello sport ai fine della prevenzione sanitaria nel corso del tempo aveva perso peso. Per questo nacque Sport e Salute. Lo spirito con cui nacque è un concetto puramente economico: l’investimento”.
Condivide appieno il ministro della Salute, Orazio Schillaci, presente insieme al collega dello Sport Andrea Abodi: “Se vogliamo continuare ad avere un sistema sanitario come il nostro, apprezzato tanto all’estero, dobbiamo diminuire il futuro numero di malati – spiega Schillaci- Oggi abbiamo terapie, presidi sanitari e la possibilità di curare malattie che fino a qualche anno fa non era possibile trattare, ma dobbiamo fare in modo che gli italiani non si ammalino. E lo sport è fondamentale”. “In questi anni abbiamo investito come non mai sulle infrastrutture non convenzionali, penso agli oltre mille playground realizzati nel Sud del paese o al progetto ‘Sport Illumina’ in altre realtà cittadine”, prosegue Abodi. il presidente della Federazione medico-sportiva italiana, Maurizio Casasco, rilancia: “L’attività fisica deve essere prescritta come un farmaco: per intensità per durata, per sesso, per età, per ambiente”.
Stefania Losito