Il nuovo singolo racconta la lucidità ritrovata dopo una “sbornia d’amore”, trasformando la fine di una relazione in un nuovo inizio. KAMRAD, uno degli artisti indipendenti più rilevanti e sorprendenti della scena radiofonica europea, continua a muoversi a modo suo, con la testa sulla musica. Dopo aver conquistato le classifiche con la hit “Be Mine” – che ha dominato la Top 10 EarOne per due mesi consecutivi superando i 50 milioni di stream su Spotify – e aver consolidato la sua presenza con 9 mesi consecutivi nella Top 100 EarOne (forte di oltre 2 milioni di ascoltatori mensili), il cantautore tedesco dimostra ancora una volta come si possa fare grande pop partendo da una prospettiva unica. Nonostante una sfilza di singoli di successo (da I Believe a Be Mine, fino a Hug yourself) che lo portano regolarmente a competere nell’airplay europeo fianco a fianco con i giganti assoluti dell’industria globale – da Taylor Swift a Ed Sheeran, fino a Sabrina Carpenter – KAMRAD sceglie di fare il percorso inverso. Il pop di plastica e l’ossessione per lo status non gli appartengono: a lui piace difendere con le unghie e con i denti la fame, la libertà e la mentalità dell’underdog. Il nuovo singolo Love Sober, gioca proprio su questa raffinata abilità di capovolgere i punti di vista, applicandola questa volta alla fine di una storia d’amore.
Cosa succede quando finisce una relazione tossica o semplicemente esaurita? Spesso la narrazione pop impone la disperazione, ma il nuovo brano di KAMRAD sceglie la via della lucidità. L’amore viene paragonato a una vera e propria sbornia: una forte intossicazione sentimentale (“Baby, you got me intoxicated / I ain’t getting back the time I wasted”). Il “day after” descritto nel testo non è però una fase di depressione, bensì un momento di liberazione. Il mal di testa passa, i pensieri tornano nitidi e la fine diventa un nuovo inizio, un ritorno alla lucidità. Con il suo inconfondibile piglio pop-indie energico e accattivante, KAMRAD trasforma il post-sbornia amoroso (“Hurts a little but it’s just the hangover”) in un inno di ritrovata indipendenza, dove augurare all’ex il meglio in cima a un rooftop party non fa più male, perché la propria vita è finalmente tornata al sicuro, “on ice”. Con questa nuova traccia, l’underdog del pop europeo conferma la sua capacità di firmare canzoni immediate ma mai banali, capaci di conquistare le radio mantenendo intatta quell’autenticità che lo ha reso un caso unico nel panorama internazionale.
Angela Tangorra