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Immigrazione, approvato il disegno di legge dal consiglio dei ministri . Meloni: “Ci appelliamo al Parlamento perché approvi velocemente queste norme”

“Oggi abbiamo potuto mantenere un altro impegno che avevamo preso con i cittadini nel nostro programma di governo del centrodestra, cioè la possibilità in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale come il rischio di terrorismo ma anche una pressione migratoria eccezionale di impedire l’attraversamento delle acque
territoriali italiane e di condurre i migranti che sono a bordo di quelle imbarcazione sottoposte all’interdizione anche in
paesi terzi. Una opzione che è compatibile con le nuove regole europee che tra l’altro l’Italia ha contribuito a definire”.
Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a proposito del disegno di legge Immigrazione approvato dal Consiglio dei ministri, in un videomessaggio diffuso dopo che è atterrata in Belgio per partecipare al Consiglio Ue informale.

Tra le norme introdotte nel ddl che ha ottenuto il via libera dal CdM, il ritorno del “modello Albania”, il blocco navale, il rafforzamento della cooperazione con Frontex (l’agenzia europea della bguardia di frontiera e costiera, ndr) per il controllo dei confini marittimi e terrestri, la stretta sui requisiti per la protezione complementare e per i ricongiungimenti familiari, ed espulsioni anche per chi partecipa a rivolte nei Centri di permanenza e rimpatrio.

In primis, il cosiddetto blocco navale ossia “l’interdizione temporanea dell’attraversamento del limite delle acque territoriali” – per 30 giorni prorogabili non oltre sei mesi – nei casi di “rischio concreto di atti di terrorismo o di infiltrazione di terroristi sul territorio nazionale, pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini” ed “emergenze sanitarie di rilevanza internazionale”. I migranti a bordo delle imbarcazioni “possono essere condotti anche in Paesi terzi diversi da quello di appartenenza o provenienza con i quali l’Italia ha stipulato appositi accordi o intese che ne prevedono l’assistenza, l’accoglienza o il trattenimento in strutture dedicate, dove operano organizzazioni internazionali specializzate nei settori della migrazione e dell’asilo, anche ai fini del rimpatrio nel Paese di appartenenza”. Nel caso di violazione dell’interdizione si applica una sanzione da 10.000 a 50.000 euro. La “responsabilità solidale” si estende “all’utilizzatore o all’armatore e al proprietario della nave”. Se c’è una reiterazione scatta la confisca della nave si procede immediatamente a “sequestro cautelare”.
Sui ricongiungimenti familiari la delega al governo “specifica i criteri per l’identificazione dei familiari che hanno titolo al ricongiungimento, al fine di limitare l’abuso dello strumento e di garantire che l’accesso ai benefici sia riservato a chi versi in condizioni di oggettiva vulnerabilità e privo di adeguato sostegno nel Paese d’origine”. Per evitare l’uso strumentale delle norme sui legami familiari”, il ddl – spiega il comunicato finale di Palazzo Chigi – “introduce criteri di maggior rigore rispetto agli attuali”.
Diventano più stringenti anche le condizioni per ottenere la protezione complementare, ovvero il permesso di soggiorno rilasciato a stranieri che non ottengono l’asilo politico, è escluso il rilascio del titolo in presenza di condanne
per reati che comportano la pericolosità sociale del richiedente. Sono quattro i criteri cumulativi necessari: avere
un periodo di soggiorno regolare di almeno cinque anni, una conoscenza ‘certificata’ della lingua italiana, la disponibilità di un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari ed una disponibilità finanziaria analoga a quella richiesta per i ricongiungimenti familiari.

Si ampliano i casi in cui il giudice, con sentenza di condanna per gravi reati, può disporre l’espulsione dello straniero o l’allontanamento del cittadino appartenente ad uno Stato membro Ue. Tra i motivi ci sono anche la violenza o minaccia a pubblico ufficiale, i reati contro la famiglia e la partecipazione a rivolte nei Centri di permanenza per il rimpatrio.

Meloni ricorda il contributo dell’Italia al cambiamento delle regole europee sui migranti “a dimostrazione del fatto che quello che abbiamo fatto in questi anni in Europa sta imprimendo una svolta totale nella gestione del fenomeno, per tutti quelli che dicevano che è impossibile voglio ricordare che niente è davvero impossibile per chi è determinato a fare qualcosa e noi siamo determinati a garantire la sicurezza dei confini e dei cittadini e utilizzeremo tutti gli strumenti che possiamo per garantirla”.
Insieme al blocco navale, ha aggiunto “il provvedimento ne prevede molte altre, in particolare proprio per garantire la
sicurezza ci sono procedure più veloci per espellere gli stranieri che sono stati condannati, ma si ampliano anche i casi
in cui si può espellere uno straniero che delinque, aggiungendo reati come violenza pubblico ufficiale, riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, perché se vuoi vivere in Italia devi rispettare le leggi dello Stato italiano oppure viene espulso”.

“Ci appelliamo ora al Parlamento perché approvi velocemente queste norme – spiega ancora Meloni – e vediamo quante delle forze politiche che vengono in Tv a dire che il Governo non fa abbastanza per la sicurezza saranno disposte anche a darci una mano per garantire quella sicurezza”. “Noi ce la stiamo mettendo tutta – chiarisce – speriamo solo che tutti facciano la loro parte senza creare ostacoli fantasiosi e dal chiaro sapore ideologico”.

Stefania Losito

Musica & Spettacolo

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