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Venezuela, attacco degli Stati Uniti. Trump: “Operazione condotta con successo, catturato Maduro”. La condanna di Mosca

Il presidente venezuelano portato via dal Paese con la moglie

Caracas è sotto attacco degli Stati Uniti, il presidente Maduro è stato catturato e portato fuori dal Venezuela insieme a sua moglie. Lo conferma Donald Trump: “Una buona pianificazione e truppe eccellenti. E’ stata un’operazione brillante”.  E’ una “nuova alba” per il Venezuela: “Il tiranno se n’è andato. Finalmente affronterà la giustizia per i suoi crimini”, ha detto il vice segretario di stato americano Christopher Landau. La vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez, nella sua prima apparizione pubblica diverse ore dopo gli attacchi aerei degli Stati Uniti, ha chiesto a Washington una prova che Nicolás Maduro e sua moglie Cilia Flores siano vivi.

Tutto è cominciato all’alba, con esplosioni e incendi hanno bruciato la capitale venezuelana. In fiamme il parlamento e la base aerea Generalissimo Francisco de Miranda, nota anche come La Carlota, il principale aeroporto militare di Caracas. Oltre all’incendio, detriti di alberi e danni sull’autostrada principale della citta’, adiacente alla base militare, dove è stato anche avvistato personale in uniforme a bordo di veicoli intorno all’area. Maduro, prima di essere catturato, aveva dichiarato lo stato di emergenza in tutto il Paese denunciando l'”aggressione militare perpetrata dall’attuale governo degli Stati Uniti”. Esplosioni e detonazioni accompagnate da aerei in volo sono state udite nella capitale, mentre il Venezuela denunciava le “minacce” dell’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump, col dispiegamento militare nei Caraibi e gli allarmi di attacchi via terra.
Immagini di esplosioni sono circolate sui social media in varie parti della capitale venezuelana, mentre gli utenti hanno
segnalato detonazioni presso la principale base militare del Paese, Fort Tiuna, a ovest della citta’, e presso la base aerea
di La Carlota. “Il Venezuela respinge, condanna e denuncia di fronte alla comunita’ internazionale la gravissima aggressione militare perpetrata dall’attuale governo degli Stati Uniti d’America contro il territorio e il popolo venezuelano”, si legge in una dichiarazione del governo.

L’Ambasciata d’Italia a Caracas ha invitato i 160mila italiani in Venezuela “a non uscire di casa ed evitare gli spostamenti”. Lo ha detto l’ambasciatore Giovanni Umberto De Vito. “La situazione è incerta e invitiamo i connazionali a contattare l’ambasciata e i consolati”, ha aggiunto sottolineando che “la priorità in questo momento è l’incolumità” dei connazionali nel Paese. Si tratta – ha aggiunto – di circa 160 mila persone in tutto il Paese, alcuni con doppio passaporto, e alcuni “expat per ragioni di lavoro e turismo”.

Trump accusa Maduro di guidare una rete di narcotraffico. Caracas nega e sostiene che Washington voglia rovesciare Maduro per impossessarsi delle riserve petrolifere del Paese, le più grandi al mondo. “L’obiettivo di questo attacco non è altro che quello di impossessarsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del suo petrolio e dei suoi minerali, cercando di spezzare con la forza l’indipendenza politica della nazione. Non ci riusciranno”, scrive il governo di Maduro. “Dopo oltre duecento anni di indipendenza, il popolo e il suo governo legittimo rimangono saldi nella difesa della sovranità e del diritto inalienabile di decidere il proprio destino. Il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma repubblicana di governo e forzare un ‘cambio di regime’, in alleanza con l’oligarchia fascista, fallirà come tutti i tentativi precedenti”, aggiunge la nota.

Da Mosca il vicepresidente del Consiglio federale russo (la Camera alta del Parlamento) Konstantin Kosachev sul suo canale Telegram, riportato da Tass, commenta: “Il diritto internazionale è stato chiaramente violato e l’ordine stabilito
in questo modo non dovrebbe prevalere”. “Il Venezuela non ha rappresentato alcuna minaccia per gli Stati Uniti, né militare, né umanitaria, né criminale, né legata alla droga (quest’ultima è confermata da un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite). Pertanto, l’attuale operazione militare, così come le azioni contro il Venezuela degli ultimi giorni e settimane, non hanno alcuna base sostanziale”.

Anche Cuba si schiera apertamente a fianco del presidente de facto Nicolás Maduro, principale alleato regionale, condannando l’azione militare degli Stati Uniti. A prendere posizione è stato il ministro degli Esteri dell’Avana, Bruno Rodríguez, che ha denunciato quello che ha definito un “attacco criminale” di Washington, sollecitando una reazione “urgente” della comunità internazionale.
In un messaggio pubblicato sul suo account ufficiale su X, Rodríguez ha affermato che Cuba “denuncia e chiede un’immediata risposta internazionale contro l’aggressione degli Stati Uniti al Venezuela”, sostenendo che la cosiddetta “Zona di pace” dell’America Latina e dei Caraibi sia stata “brutalmente assaltata”. Il capo della diplomazia cubana ha parlato di “terrorismo di Stato” contro il “coraggioso popolo venezuelano” e contro la “Nostra America”, richiamando la retorica storica dell’alleanza tra L’Avana e Caracas. Il messaggio si conclude con lo slogan rivoluzionario “Patria o Morte, vinceremo!”.

Stefania Losito

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