Il viaggio della mascotte PIGI attraverso l’Italia racconta dove finiscono i fondi della Pigiama Run. A Taranto portano a un reparto nato dalle magliette vendute in un bar dei Tamburi e intitolato a Nadia Toffa. Il 18 settembre si cammina da piazza Carmine, con l’attore Fabio Salvatore ambasciatore dell’edizione ionica
Da luglio c’è un pupazzo in pigiama che sta risalendo l’Italia. Si chiama PIGI, è la mascotte della Pigiama Run, e il suo viaggio da Palermo a Milano serve a rispondere alla domanda che di solito resta sospesa quando si parla di raccolte fondi: dove vanno a finire i soldi. A Palermo la risposta sono i viaggi verso Padova che una famiglia non avrebbe potuto permettersi. A Pescara un campus in montagna per ragazzi appena usciti dalle terapie. Ad Aosta un progetto nato in memoria di una bambina, Giulia, che oggi aiuta altre famiglie.
A Taranto la risposta è di un altro tipo ancora. Qui la Pigiama Run sostiene un reparto che la città si è costruita da sola.C’è una frase in dialetto tarantino stampata su una maglietta che, in questa città, ha fatto più di molte delibere: «Ie jesche pacce pe te». Io esco pazzo per te. È da lì — dalle magliette vendute da Ignazio D’Andria, titolare di un bar del quartiere Tamburi, e dalle associazioni che gli sono cresciute intorno — che è nato il reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Santissima Annunziata. Oltre mezzo milione di euro raccolti porta a porta, con cui è stato costruito il reparto e sono stati pagati anche alcuni dei medici che ci lavorano.
Testimonial di quella raccolta era Nadia Toffa, che le magliette le indossava in televisione e che di Taranto era diventata cittadina onoraria. Quando la giornalista è morta, nell’agosto 2019, una petizione partita dalla città e arrivata a circa 93mila firme ha chiesto che il reparto portasse il suo nome. La Regione ha detto sì: sulla targa all’ingresso c’è il suo motto, «Siamo tutti guerrieri».
Il reparto, diretto dal dottor Valerio Cecinati, è partito con tre posti letto e un day hospital e oggi ne conta sei. Il numero, da solo, dice poco. Dice molto invece quello che ha tolto alle famiglie ioniche: i viaggi della speranza verso Roma e Milano, i mesi lontano da casa, un genitore costretto a lasciare il lavoro. Curarsi restando a Taranto, per un bambino di Taranto, non era scontato.
È a questo reparto che va la raccolta della Pigiama Run tarantina, la corsa e camminata non competitiva in cui si scende in strada in pigiama per stare, almeno per una sera, dalla stessa parte di chi il pigiama lo indossa tutto il giorno in un letto d’ospedale. Le ultime edizioni hanno già lasciato un segno concreto: lo scorso aprile la LILT di Taranto ha consegnato al reparto un letto elettrico e un holter pressorio, acquistati con i fondi della corsa. «Camminare fa bene, camminare fa il bene», è la formula con cui l’associazione riassume la cosa.
Quest’anno a mettere la faccia sulla tappa ionica è Fabio Salvatore, attore, regista e scrittore pugliese. Non è un testimonial scelto per notorietà: a vent’anni ha ricevuto una diagnosi di tumore, poi una seconda, e da allora ha fatto della malattia il materiale del suo lavoro, dal libro «Cancro, non mi fai paura» a quelli che sono seguiti. Il suo appello per il 18 settembre parla la lingua dei pazienti prima che quella della beneficenza.«C’è un pigiama che non è mai stato un vestito da notte, ma un’armatura sottile per chi la battaglia la combatte ogni giorno. Il 18 settembre, a Taranto, si cammina per loro. Non una gara, non una prestazione: un passo alla volta, si può disarmare anche il male più silenzioso.»
Fabio Salvatore, ambasciatore della Pigiama Run 2026 a TarantoL’appuntamento è per venerdì 18 settembre in piazza Carmine, nel cuore della città: ritrovo alle 18.30, partenza alle 19.Quella sera Taranto non sarà sola. Oltre 35 città italiane si accendono insieme per la settima Pigiama Run, l’iniziativa nata da LILT Milano nel 2019 e diventata nazionale, nel mese del Gold Ribbon dedicato alla sensibilizzazione sui tumori pediatrici. Chi non ha una tappa vicino a casa può partecipare nella modalità «Anywhere», correndo o camminando in autonomia da qualunque luogo d’Italia.
L’evento è realizzato con il main partner Esselunga e i partner nazionali Dual, S.C. Johnson e Columbus Group.Cambiano gli indirizzi, non il punto d’arrivo: trasporti solidali verso i centri di cura, supporto psicologico, accoglienza per chi deve curarsi lontano da casa, sport therapy nei reparti. Filo conduttore di tutte le tappe, comprese quelle che PIGI raggiungerà da qui a settembre, è una frase sola: nessuna famiglia deve affrontare da sola la malattia di un figlio.
Iscrizioni su pigiamarun.it/taranto — 15 euro adulti e ragazzi dagli 8 anni, 5 euro fino ai 7. Si può seguire il viaggio di PIGI sul canale Instagram @pigiamarun.