La Corte di Cassazione ha rigettato tutti i ricorsi, sia quelli di Acciaieria d’Italia e sia quelli di Ilva in amministrazione straordinaria contro lo stop dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto. Viene confermato dunque il decreto con cui la Corte d’appello di Milano aveva disposto lo spegnimento dell’area a caldo dello stabilimento ionico poiché inquinante. L’ex Ilva di Taranto deve spegnere gli altiforni e cessare l’attività produttiva a caldo. Il termine del 15 dicembre 2026 previsto dalla legge per spegnere gli altiforni (ora in fase di pre-riscaldo) era riferito all’attesa per il deposito della sentenza della Suprema corte, che è avvenuto oggi. Ora spetta ai commissari decidere, nel dettaglio, i passaggi tecnici e i tempi dello spegnimento. Poiché si è sempre sostenuto che, una volta spenti, gli altiforni non sono più utilizzabili è largamente ipotizzabile che per l’area a caldo del siderurgico tarantino sia arrivata la fine.
Michela Lopez