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Festa della Repubblica, Mattarella: come nel dopoguerra serve impegno collettivo per il rilancio

Dopo 75 anni l’Italia ha voglia di ripartire di nuovo

Oggi è la Festa della Repubblica italiana, che fu proclamata esattamente 75 anni fa. Nel referendum del 2 giugno 1946 la maggior parte degli italiani decise di abbandonare la monarchia.

All’epoca l’Italia si stava rialzando dal fascismo e dai disastrosi anni della Seconda Guerra Mondiale. Oggi, grazie ai vaccini, una nuova rinascita: comincia a farsi largo sempre di più la speranza di tornare ad una vita normale dopo un anno e mezzo di pandemia.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, coglie delle similitudini con l’atmosfera del dopoguerra e invita il Paese e la politica a tenere la barra dritta per non sciupare i soldi del Recovery Fund e non minare la ritrovata solidarietà europea.

“Un 2 giugno nel segno dell’impegno collettivo per il rilancio del Paese”, ha detto Mattarella, che ha sottolineato come il bene comune sia più importante di ogni particolarismo. Parole in piena sintonia con quelle del presidente del Consiglio Mario Draghi che sta spingendo sulla ripresa e sull’unità del Paese.

A Roma, Mattarella, ha deposto una corona di fiori sulla tomba del Milite ignoto all’Altare della Patria. Le Frecce Tricolori hanno sorvolato il monumento di piazza Venezia. Molti cittadini e turisti, protetti dalle transenne, hanno assistito alla cerimonia. “Settantacinque anni fa il popolo italiano potè scegliere il proprio destino” ha detto il Presidente della Repubblica. “Un passaggio storico tanto atteso e fondamentale per tutti i cittadini duramente provati da una stagione di guerre e dalla dittatura”.

Gianvito Magistà

Musica & Spettacolo

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