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Messina Denaro, l’autista resta in carcere. “E’ finita”, ha detto il boss prima dell’arresto. Sotto la lente “il medico del selfie”

“E’ finita”. Così, il boss Messina Denaro al suo autista Giovanni Luppino quando ha capito che di lì a poco sarebbe
finito in manette. Lo ha detto lo stesso Luppino al gip sostenendo di essersi reso conto della vera identita’ del boss,
presentatogli mesi prima con un altro nome, solo in quel momento. Luppino vedendo i carabinieri avvicinarsi avrebbe detto al capomafia se cercassero lui e Messina Denaro avrebbe risposto: “Sì, è finita”. Il Gip Fabio Pilato, accogliendo la richiesta del Pm della Dda di Palermo Piero Padova, ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’agricoltore di olive che ha fatto l’autista al boss e che è stato arrestato insieme a lui.
Luppino ha negato di essere stato a conoscenza dell’identità del “passeggero” che aveva accompagnato alla clinica Maddalena, luogo in cui è scattato il blitz. Al giudice ha raccontato di aver conosciuto l’uomo che ha portato in clinica alcuni mesi prima perché gli era stato presentato da un compaesano, Andrea Bonafede, come suo cognato. Da allora non avrebbe mai più visto il boss fino a domenica, quando questi, che lui conosceva con il nome di Francesco, gli aveva chiesto di dargli un passaggio a Palermo dove avrebbe dovuto fare la chemioterapia. Una versione che, secondo la procura, sarebbe completamente inventata. L’agricoltore risponde di favoreggiamento e procurata inosservanza della pena aggravati dal metodo mafioso.

Intanto l’Ordine dei medici di Palermo ha richiesto alla direzione sanitaria della clinica La Maddalena di conoscere il nome del medico chirurgo apparso in un selfie con il boss Messina Denaro e pubblicato da diversi media. La commissione disciplinare dell’Omceo avvierà un’indagine ed eventuali provvedimenti secondo le procedure di competenza previste.

Stefania Losito

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