Nei Paesi che fanno parte dell’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico, la preparazione media degli studenti è al livello più basso di sempre. È quanto emerge dal rapporto 2025 legato al Programma per la valutazione internazionale degli studenti (Pisa) in matematica e lettura. L’indagine ha coinvolto in totale 760mila studenti in 91 Paesi del mondo. Nell’area Ocse, si legge, uno studente 15enne su cinque “presenta un livello insufficiente in scienze, matematica e lettura, contro il 16% del 2022”. Circa due terzi degli studenti nei Paesi Ocse, si legge ancora, hanno ottenuto risultati pari o superiori al livello 3, ossia il punto in cui gli studenti iniziano a dimostrare competenze e conoscenze abbastanza solide per progredire rapidamente, mentre circa un quarto ha raggiunto i due livelli di competenza più elevati. I punteggi medi più alti hanno riguardato gli studenti di Macao (Cina), Singapore e delle province e municipalità cinesi di Pechino, Shanghai, Jiangsu e Zhejiang, mentre il punteggio medio tra i Paesi Ocse è di 500 punti.
In media, evidenzia ancora il rapporto, il 46% degli studenti dei Paesi Ocse ha dichiarato di verificare la credibilità delle fonti informative e di attribuire maggiore fiducia alle prove scientifiche rispetto al senso comune. Il 37% ha invece riferito di verificare le fonti, ma al tempo stesso di affidarsi al senso comune, mentre l’11% ha dichiarato di avere fiducia nelle prove scientifiche senza bisogno di verificare le fonti. Il 5% ha invece affermato di non verificare le fonti e di non dare priorità alle prove scientifiche. Dati che, secondo il rapporto, dimostrano che molti 15enni potrebbero essere soggetti a disinformazione e diffusione di informazioni errate.
Buone notizie arrivano invece per l’Italia, i cui studenti sono in linea con i loro coetanei. I ragazzi italiani, secondo il rapporto, in lettura raggiungono quota 474 punti a fronte di una media Ocse pari a 461, mentre in scienze arrivano a 483 a fronte di una media Ocse di 482. Di “situazione di solidità per il nostro sistema di istruzione” ha parlato in una nota il ministero dell’Istruzione. Rimane però ampio, si legge ancora, il divario legato al contesto socio-economico. In Italia, infatti, la distanza è di 80 punti in scienze e 79 in lettura e matematica tra studenti che vivono contesti avvantaggiati e studenti che vivono in contesti più svantaggiati.
Vincenzo Murgolo