I medici del servizio sanitario pubblico guadagneranno 491 euro lorde in più per 13 mensilità. Si tratta di un aumento medio ed è la novità che arriva dopo la firma del contratto dell’Area dirigenziale Sanità 2022-2024 da parte di Aran e organizzazioni sindacali. Riguarda 137mila dirigenti, di cui 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici.
Sul piede di guerra la sanità privata e Residenze sanitarie assistite, così come le farmacie che, per protestare contro i mancati rinnovi contrattuali, hanno proclamato lo sciopero nazionale rispettivamente per il 17 e per il 14 aprile. “Parliamo di due Ccnl scaduti rispettivamente da 8 e 13 anni: una situazione che non è più tollerabile”, è il commento delle organizzazioni che tutelano 300mila dipendenti. Scendono in campo anche le farmacie private i cui oltre 76mila addetti torneranno a scioperare il 13 aprile per il rinnovo del Contratto scaduto il 31 agosto 2024. “E’ Insufficiente la nuova proposta economica di Federfarma: è urgente garantire risposte concrete sul salario”, avvertono le organizzazioni di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs chiedendo il “recupero reale del potere d’acquisto, il pieno riconoscimento delle professionalità e la valorizzazione delle responsabilità assunte quotidianamente da tutto il personale occupato nelle farmacie, a partire dai farmacisti collaboratori”.
Alla firma per i medici del Ssn non ha partecipato Fp-Cgil, che punta il dito contro un contratto “definanziato, con aumenti mortificanti e senza novità normative”. “Non abbiamo sottoscritto a novembre l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 2022/2024 dei Dirigenti Medici, Veterinari e Sanitari e non firmiamo oggi il definitivo perchè non ci sono le condizioni sindacali minime economiche e normative”, sostiene il sindacato.
Via libera all’accordo definitivo, invece, da parte delle organizzazioni sindacali Anaao-Assomed e Federazione Cimo-Fesmed, che precisano come questo contratto sia prevalentemente economico e andasse chiuso rapidamente per poter aprire il confronto sul Contratto 2025-2027 e “riallineare finalmente la contrattazione al triennio di riferimento”.
Soddisfatto il sottosegretario alla salute Marcello Gemmato: “E’ un segnale concreto di attenzione verso i 137 mila professionisti del Ssn che ogni giorno garantiscono qualità delle cure e rappresentano il cuore pulsante della sanità pubblica”. Il rinnovo, evidenzia, “rafforza le misure di valorizzazione professionale, dallo stipendio tabellare alla retribuzione di posizione, un passo nella direzione di rendere più attrattiva la carriera sanitaria anche per i giovani professionisti e di sostenere chi opera in contesti ad alta responsabilità”. Fondamentali anche le misure previste a tutela di chi è vittima di aggressioni e di supporto psicologico, così come il riconoscimento delle indennità di specificità medico-veterinaria.
Per il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, “il contratto, che prevede aumenti medi che incidono in modo concreto sulle retribuzioni, contribuisce a valorizzare competenze e professionalità strategiche per il funzionamento dello Stato”.
Ora, “dopo il via libera del Ministero dell’Economia – rileva il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo – potremo avviare formalmente le trattative per il prossimo Contratto, in coerenza con l’impegno assunto dal Ministro per la Pubblica amministrazione per garantire continuità e regolarità nei rinnovi”.
Stefania Losito