Nello sport in Italia le donne occupano meno del 20% (il 19,8%) dei ruoli da allenatrici, il 15,4% dei ruoli da dirigenti di società, il 12,4% dei ruoli da dirigenti di federazione e il 18,2% di quelli di ‘Ufficiali di gara’. l’associazione onlus Terre des Hommes ha pubblicato un report sulle tematiche di genere, alla vigilia della giornata dell’8 marzo. A proposito di differenze, nel dossier si legge anche che il 21,6% delle bambine abbandona la pratica sportiva, contro il 15,1% dei ragazzi e il divario aumenta con l’età. Se, infatti, la differenza tra la quota di bambine e bambini che fanno sport è già alta tra gli 11 e i 14 anni (le femmine sono il 56,8% e i maschi il 65,9%), tale differenza aumenta ancora di più tra i 15 e i 17 anni (femmine che fanno sport 42,6% e maschi 58,4%). Dopo i 18 anni il gap rimane stabile con il 31,9% delle ragazze che fa sport a fronte del 47,4% dei ragazzi. Tra i giovani di 11-14 anni solo il 56,8% delle femmine pratica uno sport, a fronte del 65,9% dei coetanei maschi.
Terre des Hommes lancia quindi un corso rivolto ad allenatori e allenatrici delle societa’ sportive. La formazione prende avvio proprio domenica 8 marzo all’interno del progetto “Sport4Rights” promosso da Terre des Hommes insieme a Fondazione EOS e a Specchio Magico e sostenuto dal Ministero per lo Sport, progetto che mira a sensibilizzare gli operatori e le operatrici del settore sulla necessita’ di garantire pari opportunita’ a ragazze e donne nell’ambito sportivo, prevenendo le discriminazioni e promuovendo una cultura inclusiva e rispettosa. Il progetto rientra nelle numerose attivita’ di Terre des Hommes a favore della parita’ di genere, supportando il cambiamento culturale in un settore ancora troppo segnato da disuguaglianze.
“E’ fondamentale che le ragazze abbiano le stesse opportunita’ di partecipazione, di crescita e di successo nello sport dei coetanei maschi – dichiara Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes – così come è fondamentale che gli allenatori e le allenatrici possano essere supportati con una formazione adeguata per comprendere e promuovere questi principi. In un momento come l’8 marzo, rinnoviamo il nostro impegno verso un futuro dove lo sport sia davvero per tutti e tutte, senza barriere. Lo sport è uno dei contesti sociali più importanti dove poter educare i giovani ai valori dell’inclusione, rispetto e parità”.
Stefania Losito