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Elezioni a Bari, la proposta dell’amministrativista Pellegrino: “Le verifiche su possibili infiltrazioni mafiose si concludano entro il 20 aprile”


“Non ci sono i presupposti normativi per rinviare le elezioni a Bari, piuttosto sarebbe una manifestazione di buon senso civico se la Commissione di accesso, Il Prefetto e il Ministro dell’Interno facessero sapere entro il 20 aprile se vi sono elementi per sciogliere il consiglio comunale evitando che gli elettori vadano a votare con un punto interrogativo”. Lo spiega in una intervista a Radio Norba l’avvocato amministrativista Gianluigi Pellegrino: “La semplice sussistenza di una Commissione di accesso al Comune di Bari – dice Pellegrino a Radio Norba – impegnata nella verifica sulla esistenza di pericoli e rischi di infiltrazione e contaminazioni mafiosi sull’attività amministrativa non puo’ portare allo spostamento delle elezioni. Diverso invece il caso in cui il Consiglio comunale venga sciolto per mafia, provvedimento che puo’ essere deciso anche dopo le elezioni colpendo il nuovo Consiglio comunale anche se totalmente rinnovato. Questo perché lo scioglimento non è una misura sanzionatoria, ma uno strumento cosiddetto di precauzione che interviene laddove si individuino elementi che fanno temere che l’attività amministrativa non sia genuina ma condizionata dalle organizzazioni criminali”.
Pellegrino sottolinea il carattere discrezionale e la natura politica dell’avvio delle verifiche: “La scelta di inviare una Commissione d’acceso – spiega a Radio Norba – è di per sè una scelta di fortissimo impatto ed è anche un potere discrezionale. Il Prefetto poteva anche non farlo e francamente dinanzi a una inchiesta che escludeva connivenze tra l’Amministrazione comunale e i clan, decidere di inviare la Commissione facendosi scudo con la motivazione del volerci vedere piu’ chiaro francamente era decisione che si poteva prendere o anche non prendere anche in considerazione del fatto che si era nell’imminenza delle elezioni, prevedendo magari di avviare le verifiche dopo le elezioni”.
Per liberare la campagna da ogni incertezza l’amministrativista Gianluigi Pellegrino propone una soluzione: “Ci sarebbe un rimedio – afferma Pellegrino a Radio Norba – la Commissione di accesso acceleri i suoi lavori lavorando giorno e notte facendo sapere subito al Paese (prima dei tre mesi che è la durata della verifica prorogabile di altri tre) se ci sono rischi di infiltrazione mafiosa: questa sarebbe una decisione altrettanto discrezionale nonché una manifestazione di buon senso civico perchè andare a votare con un punto interrogativo sicuramente bello non è, e non credo sia mai avvenuto , siamo ai primi di aprile bisogna votare a giugno, se la commissione di accesso terminasse i suoi lavori entro il 20 aprile la campagna elettorale potrebbe proseguire senza punti interrogativi e incertezze”.

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